«La musica è veicolo di sogni non stop»
Ecco ‘Maledetti Propositi’,
album d’esordio dei Confini di Tela

Confini di Tela (ph. Homeless Fest 15)
di Giampaolo Milzi
Ai Confini di Tela non piace essere etichettati, inseriti in uno dei tanti stili del rock, così come non piacciono regole a prescindere, pseudo confortanti conformismi né scontate routine. La loro musica è rock soprattutto per divertirsi e divertire, tendente anche a coinvolgere a 360° gradi l’ascoltatore, corpo e mente. Certo, del vecchio e immarcescibile rock si tratta, ma di quello duro e veloce, sparato in modo alternativo ai facili cliché forzatamente tendenti al pop, che rinnova in modo piuttosto originale l’eredità del grunge. Ecco, un post grunge, radicato nel vissuto di provincia, veicolato con rabbia e potenza, ma capace anche di frenare in suggestioni poetiche. Cantato in italiano e con quella marcia in più che consente accelerazioni rombanti in salite rese molte scoscese dalla presenza di tematiche esistenziali, sociali, ecologiche, variegate e post-moderne.

I Confini di Tela
E’ un po’ questo, in sintesi, il succo di “Maledetti propositi”, album d’esordio degli jesini Confini di Tela. Frutto di un lavoro che Matteo Tarabelli (chitarra e scrittura dei testi), Marco Fersini (chitarra e voce), Sergio Fabrizi (basso) e Alessandro Violini (batteria) hanno intrapreso e più che avviato prima del Covid, ma ultimato e rifinito in forma compiuta nel settembre 2021. «Siamo molto legati a questo album – spiega Tarabelli – che avuto una gestazione sofferta, ma articolata e profonda. Risente certamente dello sconvolgimento che la pandemia da Covid ha portato nelle nostre vite ma, se vuoi paradossalmente, interagire tra noi a volte confrontandoci artisticamente e dal punto di vista compositivo a distanza ha reso questo lavoro ancora più passionale ed emozionante».
I riff, gli effetti, le contorsioni elettriche delle chitarre si sviluppano in modo a tratti vulcanico, a tratti in ariose e rallentate “aperture”, supportati da una ritmica precisa e vigorosa; e su tutto emerge l’eclettico vocione di Marco Fersini, spiccano i testi firmati da Tarabelli. Quarant’anni l’età media dei componenti, tutti di Jesi, di questa band comunque giovane perché formatasi nel 2018. Ma già matura dal punto di vista creativo e dell’uso degli strumenti, dato che il quintetto si è costituito sull’onda delle lunghe esperienze musicali precedentemente vissute dai suoi protagonisti. E l’esperienza musicale di questo Cd – registrato e mixato da Maurizio Sellani al Maui Garage Studio di Montemarciano – ha come minimo denominatore giocosità, esistenzialismo, sogni.

Ph. Homeless Fest 15
«Dieci tracce che fotografano la nostra quotidianità, che raccontano esitazioni, paure e desideri di una generazione figlia del benessere e della sua crisi, del carrierismo becero commerciale così come del precariato a tempo indeterminato. – afferma ancora Tarabelli – Ma anche la volontà di reagire cogliendo gli attimi di felicità che la vita regala (“Crisalidi” ricorda, appunto, che la vita è una, qui ed ora, ndr.), la voglia di interrogarsi un po’ su tutto, senza dovere per forza arrivare a delle risposte precise. Per noi la musica è nel contempo un gioco, nel senso più alto e nobile del termine, un mettersi in gioco ed un veicolo di sogni no stop». Parole che si concretizzano, solo per fare un esempio, nella ballerina che, in “Cenere”, danza sulle macerie del sisma che il 24 agosto del 2016 violentò anche vasti territori delle Marche.
Consigliatala la visione del videoclip (su Youtube) di questa canzone, «che abbiamo girato a Visso, provincia di Macerata, in piena zona rossa», puntualizzano i Confini di tela. Così come è intrigante, sempre su Youtube, godersi il video di “Nessuna parola” (che il gruppo ha scritto assieme all’ospite Anna Grilli) «dove un bambino è del tutto incapace di comprendere la violenza del babbo nei confronti della mamma». Una citazione la merita anche “Arsenico”, dal quale deriva anche il titolo dell’album, “Maledetti propositi”. Ovvero? «L’equilibrio, un po’ instabile, che ciascuno di noi, ogni giorno, ricerca, fra convenzioni e istinti di cambiamento, fra doveri imposti e volontà di gioie liberatorie».
L’album è ascoltabile e scaricabile on line sulle principali piattaforme di streaming musicale. Per informazioni e approfondimenti: Facebook (Confini di Tela).

Ph. Homeless Fest 15
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