Ormeggi abusivi alla Mole,
sequestrata la banchina monumentale

ANCONA - L'operazione della Capitaneria di Porto ha portato allo sgombero di tre imbarcazioni che non avevano l'autorizzazione per la sosta nello specchio d'acqua del Mandracchio. Sotto sequestro anche rifiuti, vecchi oggetti da pesca e infrastrutture abusive

Vista sulla banchina monumentale

Barche ormeggiate abusivamente: scatta il sequestro della banchina monumentale della Mole Vanvitelliana, quella protesa verso il Mandracchio. L’operazione è stata compiuta dalla Capitaneria di Porto e ha portato allo spostamento di tre imbarcazioni da diporto che non avevano l’autorizzazione di sostare in quel tratto di banchina. I proprietari sono stati denunciati. 

Il sequestro è la conclusione di un’articolata attività che la Capitaneria ha portato avanti dallo scorso dicembre con lo scopo di individuare i responsabili di alcune situazioni di illegittimità. Sono state dapprima elevate diverse sanzioni amministrative, poi si è arrivati al sequestro dell’area delle tre imbarcazioni da diporto in difetto.  Gli intenti dell’Autorità Marittima, condivisi con l’Autorità di Sistema Portuale, sono di realizzare una bonifica complessiva dell’area, spostando le unità ormeggiate senza titolo, rimuovendo le opere abusive ed il materiale depositato sulla banchina monumentale, in modo da restituire alla cittadinanza lo storico accesso dal mare al Lazzaretto.

A questa prima fase seguiranno ancora più intense interlocuzioni con l’Autorità di Sistema Portuale e con il Comune di Ancona per individuare le misure necessarie a dare lungo respiro allo stato di ordine e pulizia che l’area in questione merita.

«Il coronamento dell’attività – sottolinea in una nota la Capitaneria – sarà proprio l’emanazione di un’ordinanza che riformerà la disciplina dell’ormeggio dei pescherecci, affinché possa rispondere in modo più efficace alle attuali esigenze della categoria. Il Comandante della Capitaneria di Porto ha già partecipato il testo ai rappresentati delle varie associazioni, al fine di promuovere un procedimento quanto più condiviso possibile».

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