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Stalking alla dipendente comunale:
patteggia il sindaco di Chiaravalle

IN AULA - Un anno, pena sospesa, quanto varato dal gup per Damiano Costantini, accusato di aver perseguitato una ormai ex dirigente con la quale aveva avuto una relazione sentimentale. Decaduta la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima, nel frattempo andata a lavorare in un'altra città
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Il sindaco Damiano Costantini

 

Stalking alla dipendente comunale: patteggia il sindaco di Chiaravalle, Damiano Costantini. Un anno, pena sospesa, quanto varato questa mattina in udienza dal gup Alberto Pallucchini. Con la sospensione condizionale della pena è decaduto anche il divieto di avvicinamento alla vittima, una ex dirigente del Comune amministrato da Costantini e nel frattempo trasferitasi in un altro ente. La donna era parte civile con l’avvocato Roberta Montenovo, il sindaco è stato assistito dal legale Roberto Marini. Il rito alternativo ha risposto a una precisa richiesta del primo cittadino per, in caso di rinvio a giudizio, evitare la maggiore esposizione che avrebbe comportato un dibattimento con la carrellata di testimoni. Costantini ha sempre comunque respinto le contestazioni mosse dal pm Andrea Laurino.

Per quanto riguarda le accuse, prendono in considerazione un lasso di tempo che va da gennaio a novembre 2021, dopo la fine della relazione tra sindaco e dipendente. Alcuni episodi si sarebbero verificati anche in municipio. Nella denuncia sporta negli uffici della Squadra mobile di Ancona, la vittima aveva parlato  di una tempesta di chiamate, messaggi, pedinamenti  e insulti da parte del primo cittadino. Quest’ultimo, stando all’imputazione, l’avrebbe anche minacciata di ripercussioni nel comparto lavorativo: «Te la farò pagare», «Mi devi portare rispetto, come ti ho fatto andare alle stelle ti porterò alle stalle», «Io ti do tutto, io ti levo tutto».  In un’occasione, come ha raccontato la persona offesa, Costantini sarebbe entrato in ufficio, urlandole in faccia e sputandole addosso. Una circostanza raccontata dalla dirigente a cui però non avrebbe assistito alcun collega. La dirigente, trovando ormai insopportabile la situazione, aveva anche espresso l’intenzione di partecipare a due procedure di mobilità per trasferirsi in altre città. Le domande, però, non sarebbero state inviate a per la mancanza del nulla osta dal parte dell’ente diretto da Costantini.

(fe.ser)

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