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«Andamento estremamente negativo
delle condizioni di vita dei pensionati:
la politica intervenga con azioni specifiche»

IL BILANCIO dell'Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Cgil Marche: «Quasi due pensionati su tre percepiscono un importo che non consente loro di superare la soglia della povertà. Questi interventi debbono essere presi a partire da una legge sulla non autosufficienza, fino alla responsabilizzazione di ogni nostro ente locale affinché intervenga con azioni dirette e concrete ad alleviare queste condizioni »
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amore-anziani«Rispetto all’anno scorso viene confermato un andamento estremamente negativo delle condizioni di vita dei pensionati della provincia di Macerata». È il bilancio che fa l’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Cgil Marche, che anche per il 2022 ha prodotto il suo lavoro sulle pensioni vigenti in regione. «A quanto già detto, vanno aggiunti gli attuali aggravi dei rincari dei costi dei servizi indispensabili quali gas, luce, carburanti ecc. Tre filoni fondamentali di osservazione vanno messi a fuoco ed in evidenza: 1) 61mila pensioni di vecchiaia su 106mila prestazioni erogate pari al 57,1% del totale che denotano la tipologia delle prestazioni erogate, 2) un importo medio di queste pensioni di 850 euro lordi mensili, 3) una differenza molto significativa tra uomini e donne sugli importi di pensione di vecchiaia».

Stefano-Tordini

Stefano Tordini, segretario generale provinciale Spi-Cgil Macerata

L’Ires – Cgil Marche entra nel dettaglio. «Sono 106mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate dall’Inps nella provincia di Macerata, e di queste 61mila sono le pensioni di vecchiaia (pari al 57,1% del totale), 5mila sono le pensioni di invalidità (5,2%), 22mila le pensioni ai superstiti (20,7%), oltre 2mila le pensioni/assegni sociali (2,3%) e 15mila sono le prestazioni a invalidi civili (14,7%)». È quanto emerge dai dati dell’Inps sulle pensioni vigenti nel 2022 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici), elaborati dall’Ires Cgil Marche. «Dal 2018 il numero delle pensioni complessivamente erogate nella provincia è diminuito dell’1,2%, pari a poco più di mille prestazioni – prosegue la nota -. Limporto medio mensile delle pensioni vigenti nella provincia di Macerata è di 850 euro lordi, con valori medi che variano dai 1.089 euro delle pensioni di vecchiaia ai 448 euro delle pensioni e assegni sociali. L’importo medio delle pensioni di vecchiaia nella provincia è in linea con quello regionale (+16 euro mensili rispetto alla media delle Marche) ma di molto inferiore a quello nazionale ( -197 euro lordi). Significativa è la differenza tra uomini e donne relativamente all’importo della pensione di vecchiaia: se i primi percepiscono 1.352 euro lordi, le donne arrivano a 797 euro, pertanto queste ricevono mediamente 555 euro in meno ogni mese (-41% rispetto agli uomini). Nella provincia di Macerata 64mila prestazioni pensionistiche, pari al 60,5% del totale, sono inferiori a 750 euro al mese: dunque, quasi due pensionati su tre percepiscono un importo che non consente loro di superare la soglia della povertà. Anche da questo punto di vista si confermano notevoli differenze di genere: gli uomini con pensioni fino a 750 euro sono il 39,2% del totale, mentre per le donne tale percentuale sale al 75,3% – aggiunge la nota -. Va sempre più posta attenzione quindi alle condizioni di vita di questa alta rappresentanza di popolazione, un attenzione che deve partire dalla politica e che non può eludere da azioni ed interventi specifici e diretti che prevedano l’alleggerimento di questa condizione. Questi interventi debbono essere presi ad ogni livello politico, a partire da una legge sulla non autosufficienza, fino alla responsabilizzazione di ogni nostro ente locale affinché intervenga con azioni dirette e concrete ad alleviare queste condizioni – conclude lo Spi-Cgil -, impegnato in una forte contrattazione sociale e territoriale di confronto con loro, nell’intento di far crescere consapevolezza e con l’intento di trovare soluzioni di volta in volta significative e concrete».

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