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Due belle guardiane sorvegliano
il sentiero di ‘Direzione Parco’

ANCONA - Le gigantesce figure femminili, dipinte su piloni vicini tra quelli che sorreggono l’asse stradale nord - sud di Valle Miano, sono state create dal graffitista Jonathan “Joe” Arancibia. L’intervento di arte urbana è stato reso possibile grazie ad una campagna di raccolta fondi promossa dall’Associazione Casa delle Culture
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di Giampaolo Milzi

C’è chi le ha già ribattezzate le belle guardiane orientatrici di “Direzione Parco”, il suggestivo sentiero che da Valle Miano s’inoltra nel cuore del Parco del Conero. Due belle ragazze, dipinte su due piloni vicini (tra quelli che sorreggono l’asse stradale nord – sud), impresse e fissate a colpi di vernice, ma che sembrano muoversi e sussurrarti “goditi la natura e battiti perché questo quartiere sia sempre più all’insegna della qualità della vita”. Non c’è che dire, questa volta il graffitista Jonathan “Joe” Arancibia l’ha fatta davvero grossa. Gigantesche, infatti, le due ragazze (una delle due opere deve essere ancora ultimata per una piccola parte) che l’artista di strada 40enne e con le fattezze di eterno ragazzino, di origine cilena ma da anni trapiantatosi ad Ancona, ha materializzato sui due colossi di cemento. Dove il grigio ha lasciato spazio a colori pastello e il cimento pittorico ha creato una specie di visionario, calamitante portale d’ingresso al sentiero che da via Palatucci, nei pressi della pasticceria “La Gola d’oro”, prosegue pianeggiante nel verde incontaminato fino all’altezza del sovrastante ristorante “Villa Romana” di via del Castellano. Un portale di “street art” inaugurato sabato 4 giugno dove i nuovi “wall painting” hanno dato il la ad una lunga festa – dal pomeriggio alla tarda serata – scandita da musica, performance, laboratori creativi e, ovviamente, da una visita guidata a “Direzione Parco”.

Il pilone che svetta più in alto, dove l’opera è stata completata, raggiunge i 9 metri ed ha una circonferenza di 10. Le superfici sono state utilizzate e interpretate da Arancibia in modo avvolgente. Accanto alle figure femminili compaiono elementi naturalistici (come rami e fiori) ma anche una sedia di legno (nel pilone leggermente più basso, dove l’opera sarà utimata verso la metà di luglio). Arancibia, dotato di una spiccata sensibilità per la scelta dei colori e di una grande attitudine alla narrazione per immagini ci spiega come si sia lasciato ispirare anche «dalle memorie e dai racconti di alcuni anziani abitanti del quartiere, in questa ottica la presenza delle due giovani donne (le quali, com’è nel suo stile, ricalcano i tratti di fotografie di sue amiche, ndr.) e della sedia rimandano ad un episodio avvenuto nei primi anni ’50 proprio a Vallemiano». Che all’epoca era un quartiere di periferia, con poche abitazioni, gravemente afflitto dall’ingombrante presenza del mattatoio comunale e della centrale elettrica, così come da siti di deposito di rifiuti. Le rimostranze dei residenti rivolte alle Amministrazioni comunali finivano contro un muro di gomma e così, un giorno, furono le donne coi loro figli a prendere l’iniziativa, costruendo nei pressi di largo Bovio una specie di barricata con sedie e tavolini, attirando così le forze dell’ordine e riuscendo a dare una eclatante pubblicità ai problemi irrisolti di scarsa vivibilità della zona.

L’intervento di arte urbana è stato reso possibile grazie ad una campagna di raccolta fondi promossa dall’Associazione Casa delle Culture. «La risposta della città non si è fatta attendere e in 40 giorni abbiamo raccolto la somma di 5000 euro, centrare questo obiettivo ci ha permesso di accedere ad un contributo aggiuntivo di altri 5000 euro della Fondazione Sviluppo e Crescita. – ha spiegato Emanuela Casagrande, presidente di Casa delle Culture – Insomma, ecco la testimonianza che questo spicchio di verde che nella sua parte iniziale si insinua in uno dei quartieri di Ancona oggi più densamente urbanizzati abbia conquistato un posto speciale nel cuore dei cittadini».« Ancora una volta l’arte urbana, la cultura, la partecipazione democratica degli abitanti si rivelano mezzi per dare qualità agli spazi, contrastando l’incuria, e per riappropriarci di questa porzione di città dalle molteplici potenzialità ancora non concretizzatesi», ha concluso la Casagrande.

Quanto a “Direzione Parco”, si tratta di un eco-percorso straordinario di 5 km in piena area regionale naturalistica e protetta del Conero. Inaugurato sei anni fa, il sentiero corre per molti tratti a fianco del letto del torrente Miano. Sono stati effettuati lavori per dotarlo di totem e pannelli segnaletici, oltre che di punti sosta con panchine, per godere in modo ancora più intenso di questa oasi di macchia mediterranea, “in compagnia” di canneti, pioppi, salici, cespugli di more, alberi di fico e altre varietà botaniche difficili da trovare sulle colline anconetane o in città. Anche per finanziare “Direzione Parco” si era rivelato determinante l’impegno appassionato di Casa delle Culture. L’associazione – oltre a coinvolgere vari partner, come l’ente Parco, il Comune di Ancona, il circolo Legambiente “Il Pungitopo” e l’Università Politecnica delle Marche – aveva già sperimentato con successo un “crowdfunding” al quale avevano risposto circa 200 tra cittadini e soggetti collettivi, per una donazione complessiva che aveva fruttato 5.500 euro.

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