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Lavoratori delle mense scolastiche:
«Soprattutto donne, precarie e sottopagate»

ANCONA - Sono circa 150 a servizio dei plessi scolastici dorici. Andrea Raschia, ex sindacalista della Fp Cgil: «Passano gli anni ma i problemi sono sempre gli stessi. I Comuni hanno sempre meno soldi e sono costretti a cedere il servizio a terzi. La legge permette a queste società, spesso cooperative, di stipulare accordi da fame»
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foto d’archivio

 

Anno scolastico nuovo, vecchi problemi per chi lavora nelle mense scolastiche. È quanto rileva con una punta di amarezza Andrea Raschia, ex responsabile Fi Cgil di Ancona, ancora oggi faro e punto di riferimento per molti lavoratori del settore pubblico locale. «Passano gli anni -esordisce Raschia- cambiano le ditte appaltatrici, ma i problemi di chi lavora nelle mense scolastiche sono sempre gli stessi. Contratti brevi che prevedono poche ore di lavoro, sottopagate. Ed ogni volta che cambia la ditta incaricata si ricomincia da zero. Ricevo ogni giorno segnalazioni e richieste d’aiuto. Così non si può andare avanti». Il motivo da cui trae origine il problema è collegato soprattuto alle finanze pubbliche e alle normative nazionali. «I Comuni hanno sempre meno soldi e sono costretti a cedere il servizio a terzi. La legge permette a queste società, spesso cooperative, di stipulare accordi da fame. Eppure la Costituzione dice ben altro. Esalta il lavoro non il precariato mal retribuito» ricorda l’ex sindacalista.

Ad Ancona il problema coinvolge circa centocinquanta lavoratori impegnati in quaranta plessi scolastici. La stragrande maggioranza sono donne e madri. «Quando il sindaco Valeria Mancinelli si è insediato nel 2013 -è sempre Andrea Raschia a parlare- le cose sembrava potessero cambiare in meglio. Dopo un ampio dibattito accettò di eseguire l’unico scostamento al bilancio approvato dal precedente commissario proprio per le mense scolastiche. Furono re-istituite le merende che portarono ad un miglior servizio per gli studenti e qualche soldo in più per chi lavora. Poi però non si sono più fatti passi avanti».

Molte famiglie si lamentano poi del fatto che il servizio mensa entra in funzione qualche settimana dopo la riapertura delle scuole. «Lì il problema è duplice. – evidenzia – Come già detto i Comuni non hanno tutte queste risorse. In seconda battuta occorrerebbe guardare un pochino più avanti ed organizzarsi meglio». Raschia vorrebbe sottoporre la questione anche all’attenzione più alta di Enrico Letta, il segretario nazionale del Pd. «Mi risulta che nei prossimi giorni sarà ad Ancona per la campagna elettorale. Come può un partito che si definisce di sinistra tollerare un lavoro così sottopagato al punto da togliere dignità al lavoratore e quindi alla persona? Occorre fare immediatamente qualcosa» rimarca.

Antonio Bomba

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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