facebook rss

Caro energia, l’allarme della Cisl:
«Si rischia una bomba sociale»

LE PAROLE di Mauro Masci segretario generale della Fim, settore metalmeccanico, che auspica interventi urgenti di Governo e Regione: «Alcune aziende stanno dando segnali di cedimento. I lavoratori del settore privato rischiano di pagare il prezzo della crisi energetica due volte, la prima con l’aumento delle bollette di luce, gas e l’incontrollato aumento generale dei prezzi, la seconda vedendosi decurtati la retribuzione con la cassa integrazione»
Print Friendly, PDF & Email

MAURO-MASCI-FIMCISLMARCHE

Mauro Masci

 

«Il rincaro del costo dell’energia sta già provocando il ricorso alla cassa integrazione e alcune aziende stanno dando segnali di cedimento. Questo rischia di scatenare una bomba sociale dove i lavoratori del settore privato rischiano di pagare il prezzo della crisi energetica due volte, la prima con l’aumento delle bollette di luce, gas e l’incontrollato aumento generale dei prezzi, la seconda vedendosi decurtati la retribuzione».  E’ l’allarme del segretario generale della Fim Cisl Marche Mauro Masci. «Dopo la pausa estiva – aggiunge Masci – la ripresa produttiva nel settore della metalmeccanica risulta preoccupante e difficoltosa, il caro bollette, l’aumento del costo delle materie prime rischia di causare problemi irreversibili alle aziende del settore e non solo, e come per la crisi del 2008, stiamo ricevendo molte richieste di cassa integrazione, in particolare dalle piccole e medie imprese».

Per la Fim Cisl occorrono provvedimenti urgenti sia a livello centrale che regionale a sostegno dei lavoratori e delle imprese, e non limitare gli interventi solo ed esclusivamente alla politica dei bonus. «La politica non può pensare solo alla campagna elettorale fatta di slogan attraenti e promesse irrealizzabili, deve affrontare con atti concreti questa fase delicata a sostegno del tessuto industriale del paese e della nostra regione. – sottolinea e conclude Masci – Come Fim Cisl siamo molto preoccupati, non possiamo affrontare i prossimi mesi con il rischio di vedere azzerati gli effetti della contrattazione aziendale con ulteriori perdite di salario e la relativa tassazione agevolata, e correre il rischio di perdere posti di lavoro con l’espulsione dalle aziende degli over 50 meno professionalizzati».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X