Appello della Prefettura
«Servono alloggi per i richiedenti asilo»

ANCONA - Da giugno si è registrato un afflusso costante e crescente di richiedenti protezione internazionale e l'Utg sta dando accoglienza al 43% di loro nella regione. Di qui la richiesta di poter mettere a disposizione per l'accoglienza ulteriori unità abitative da adibire, tramite gli enti gestori già impegnati al massimo livello, a Centri di Accoglienza Straordinaria

La prefettura di Ancona (foto d’archivio)

 

La Prefettura di Ancona ricerca spazi da adibire ad alloggi per richiedenti asilo. «Dai primi giorni dello scorso mese di giugno si è potuto registrare un afflusso costante e crescente di richiedenti protezione internazionale, provenienti dal territorio. -si legge nella nota della Prefettura di Ancona – Ad oggi si è presentato un ingente numero di persone che costituiscono, in termini statistici, un caso senza precedenti. Profondendo uno sforzo organizzativo, la Prefettura di Ancona è riuscita ad accoglierne circa 150, compatibilmente con le scarse disponibilità di posti, dovute ad un mercato immobiliare non rispondente alle esigenze. Molti dei cittadini stranieri rintracciati sul territorio sono migranti che hanno manifestato la volontà di richiedere protezione internazionale in altre Nazioni e alcuni di essi hanno già definito con un diniego di altro Paese dell’Unione Europea il loro percorso per la richiesta di asilo. La percentuale di questi casi è pari a circa il 60%».

I Paesi maggiormente rappresentati sono Pakistan, Egitto, Bangladesh e Somalia. Da mesi, inoltre, la Prefettura di Ancona sta fronteggiando l’arrivo dei cittadini ucraini in fuga dal conflitto con la Russia. Nel periodo di massima affluenza è stata data accoglienza fino a 190 profughi. Complessivamente, ad oggi, la Prefettura – Utg di Ancona dà accoglienza al 43% dei richiedenti protezione presenti nella regione Marche. «Per questi motivi viene ora rilanciato l’appello affinché vengano messi a disposizione per l’accoglienza ulteriori unità abitative da adibire, tramite gli Enti gestori già impegnati al massimo livello, a Centri di Accoglienza Straordinaria» conclude il comunicato.

 

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