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Area Marina Protetta del Conero
«Un’opportunità sostenibile per tutti»

ANCONA - Il convegno organizzato da Altra Idea di Città si è tenuto nella sala riunione della fiera della Pesca. Rubini: «Siamo gli unici favorevoli da tempi immemori. Abbiamo combattuto da soli e contro tutti. Il sindaco ignora i problemi ambientali»
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Il convegno sull’Area Marina Protetta

Di Antonio Bomba (Foto di Giusy Marinelli)

L’Area Marina Protetta è un’opportunità sostenibile per tutti. Non un ostacolo.
È questo il senso della conferenza sul tema intitolata “Perché Sì all’area Marina Protetta del Conero” e tenutasi questo pomeriggio alla sala riunione della fiera della Pesca ed organizzata da Altra Idea di

Francesco Rubini

Città.
E proprio dal suo leader (il progetto Altra Idea di Città raggruppa Partito Comunista Italiano, Potere Al Popolo, Sinistra italiana, Rifondazione Comunista e varie associazioni e movimenti cittadini) e candidato sindaco Francesco Rubini sono partiti i principali spunti politici: «Il nostro è un progetto serio. Non chiacchiere. E gli interventi degli esperti di oggi lo hanno dimostrato. Tutto è fattibile, non siamo hippie datisi alla politica». E ancora «Siamo gli unici favorevoli all’area marina protetta da tempi immemori. Abbiamo combattuto da soli e contro tutti. E la nostra proposta è stata bocciata. Ci hanno pure negato un referendum cittadino in merito, di tipo consultivo, adducendo le più strane delle scuse». «Chi amministra questa città – va poi avanti Rubini attaccando direttamente il sindaco – non ha mai fatto incontri simili a questo, tantomeno incontri virtuosi. Nel 2013 nel programma avevano promesso una cosa, sostenendo che l’area

Loretta Boni

marina protetta fosse dietro l’angolo. E invece niente addirittura la disconosce con immense figuracce fatte anche con il ministero. Si tratta di pessimi comportamenti istituzionali. Addirittura – va avanti come un fiume in piena il consigliere comunale – il Sindaco è arrivato a definire l’Amp un carrozzone. E secondo lei non c’è nulla da proteggere nelle nostre coste. Questo è il quadro entro cui ci muoviamo». E ancora «L’area marina protetta è un progetto di lungo periodo che darà vantaggi anche economici ma con termini sostenibili. Qual è invece la realtà mancinelliana? Che “occorre fare robe”. Sempre con questa retorica del dover fare le cose. Il ruolo della politica invece richiede ben altro». E da qui Rubini parte a spiegare che «Noi vogliamo governare e abbiamo proposte, non siamo quelli del “no” a prescindere. Basta con questa storia. Ha stancato. Riusciremo a dimostrare di essere radicali e coerenti, senza piegare la schiena ai portatori di grandi interessi». E ancora «Occorre puntare sul turismo virtuoso, non su quello da traghetti. E il progetto Amp dovrà ad andare ad unirsi con il Parco del Conero». Abbiamo leggi, fondi,

Riccardo Picciafuoco

tutto. Questo è ciò che farei. Abbiamo tanto coraggio e tanta coerenza. Questa città merita di più».
Gli interventi erano partiti con Loretta Boni la quale ha iniziato ricordando come «Area Marina Protetta, ambiente ed ecosostenibilità sono i cardini del programma di Aic. Non si transige. Al contrario della giunta Mancinelli che rifiuta il verde e ignora completamente il progetto Amp».
Ha poi moderato l’intera conferenza l’architetto Riccardo Picciafuoco, referente del forum “Salviamo il paesaggio Marche”. Per lui «Tutela dell’ambiente non significa impoverimento. Vorrei poi ricordare che la salvaguardia del mare è un punto fermo dell’Onu, oltre che riconosciuto in costituzione dopo una sentenza in merito della corte Costituzionale. E qua si fa finta di niente». E ancora «Le aree marine protette sono appena 39 e solo 4 nell’Adriatico. Nessuna al centro. La situazione è disastrosa rispetto a quanto chiede anche l’Unione Europea».

Emanuela Fanelli

Per Emanuela Fanelli, professoressa di biologia marina all’Univpm «Abbiamo un mare meraviglioso, lasciatevelo dire da una romana trapiantata qui. È pieno di biodiversità che non vanno perse per tutelare il patrimonio biogenetico, le specie e tanto altro. Tutto va tutelato. Penso ad esempio all’alle macro alghe che restituiscono ossigeno al mare. E così da preservare vi sono anche i servizi ecosistemici da preservare. Ma anche un servizio culturale. Perché sappiamo tutti quanto è importante andare in un bel posto». Fanelli ha poi spiegato che attraverso una Amp è possibile «Controllare e gestire le attività umane e gli usi del mare, recuperare le popolazioni marine sovrasfruttate, conservare e preservare habitat e biodiversità, proteggere le specie fondatrici».
Hanno poi portato la loro testimonianza Alessandro Ciccolella, direttore della Amp di Torre Guaceto e Claudio Longo, presidente della locale cooperativa di pescatori. E proprio da quest’ultimo è

Andrea Fantini

arrivato il messaggio più interessante: «All’inizio non abbiamo potuto fare contenti tutti ma abbiamo deciso comunque ogni singolo passaggio sentendo e concertando con i soggetti economici e le autorità locali coinvolte. È finita che adesso i pescatori sono i più contenti dell’area marina protetta e continuano con insistenza a chiedere che venga ampliata. I pesci con dei fermi pesca ben studiati si ripopolano e aumenta il pescato dei pescatori». Ciccolella ha invece spiegato che «Stiamo chiedendo all’Unescu di essere inseriti nei loro programmi. L’Amp è un’opportunità da sfruttare non un impedimento. Prima inizierete e meno vi dovrete adattare a ciò che le circostanze imporranno».

Andrea Fantini di Mezzavalle Libera ha invece chiarito che secondo lui «Quello dei diportisti è un falso problema. I diportisti non devono temere nulla. La navigazione sarebbe consentita. Basta vedere Portofino. Semplicemente il tutto sarebbe più regolamentato. Infine – ha concluso – voglio precisare che Marina Dorica in merito all’area marina protetta non ha mai espresso un giudizio ufficiale negativo. Sono solo pareri di alcuni

Massimo Rossi

rappresentanti dei circoli».
Massimo Rossi in rappresentanza dei richiedenti l’area marina protetta nel piceno invece crede che il momento sia cruciale e dunque «Abbiamo bisogno di fare rete perché questa battaglia che stiamo combattendo in pochi servirà a tutti. Troppe specie ittiche sono a rischio».
Infine è intervenuto Pasquale Coppola Presidente dell’Amp di Porto Cesareo: «È un’opportunità unica. Quando qui è partita nel 1997 gli operatori economici erano in aperto disaccordo. Ora ne godono i frutti e vorrebbero fosse estesa. La parola vincolo non è negativa ma bensì un’opportunità, un boost pazzesco. Arrivano molti soldi da commissione europea».
Presenti tra il pubblico, tra gli altri , Lanfranco Giacchetti, Gilberto Stacchiotti, Mariano Guzzini, Patrizia Santoncini, Tamara Ferretti, Gianluca Quacquarini, Edoardo Mentrasti e Roberto Rubegni.
E indirettamente o no, chissà, Ida Simonella ha risposto con largo anticipo all’idea di Area Marina

Il convegno Area Marina Protetta

protetta ricordando questa mattina su Facebook quanto già aveva detto la scorsa settimana presentando il suo programma al ridotto delle Muse: «Non mi rassegno a pensare a porto e città come sistemi contrapposti. Allo sviluppo economico di esso come per forza in contrasto con la sostenibilità ambientale. Si possono tenere insieme le due cose, modificando i processi. Ne ho parlato venerdì scorso durante l’evento alle Muse… Sono partita da alcuni punti fermi: I 6.500 lavoratori giornalieri del porto di Ancona. Le eccellenze della cantieristica, l’essere porto di livello europeo per il fatto di essere un nodo nel corridoio che lega le economie del Sud-Est Europa e Centro-Nord Europa attraverso i traghetti. Una operazione trasparenza sullo studio del Pia e le emissioni di polveri sottili in porto. I dati come sono e le soglie che superiamo (o non superiamo). I processi da trasformare: dallo spostamento dei traghetti alle banchine ex silos all’elettrificazione delle banchine già in atto, grazie ai fondi del Pnrr. L’assunzione di responsabilità della classe politica, non a parole. E ho ricordato l’episodio di coloro che si ritengono i paladini della sostenibilità (fuori), e che poi hanno votato in consiglio comunale contro il provvedimento che consentiva di abbassare i costi del trasporto su treno delle merci dal porto, in modo da incentivarne l’uso rispetto alla strada. Così per partito preso, per stare contro la maggioranza. La transizione ecologica si fa con i fatti, sporcandosi le mani, trasformando i processi… meno con gli slogan e le bandierine».

Gianluca Quacquarini

Il convegno Area Marina Protetta

Emanuela Fanelli

Il convegno Area Marina Protetta

Il convegno Area Marina Protetta

Roberto Rubegni

Mariano Guzzini

Tamara Ferretti

Il convegno Area Marina Protetta

Ambretta Benvenuti

Lanfranco Giacchetti

Andrea Fantini

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