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Gruppo Fedrigoni, per fine anno
attivata la cassa integrazione

LAVORO - Gli ordini sono in flessione e in via cautelativa la multinazionale ha comunicato ai sindacati che con molta probabilità a cavallo tra il 22 dicembre e il 9 genniao 2023 utilizzerà l'ammortizzatore sociale per i circa 600 dipendenti degli stabilimenti marchigiani. Oggi pomeriggio alla 'Ritrama' di Sassoferrato firmato il verbale di consultazione sindacale sulla cigo. Nel sito di Rocchetta Bassa di Fabriano riparato il guasto alla linea elettrica provocato dal maltempo
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(foto d’archivio)

 

 

I tecnici Enel hanno concluso oggi pomeriggio l’intervento di riparazione del guasto alla linea elettrica che alimenta lo stabilimento del gruppo Fedrigoni di Rocchetta Bassa di Fabriano. Il danno provocato dal maltempo e dalla caduta imprevista di un albero su un traliccio dell’alta tensione, ieri  ha bloccato le linee produttive della cartiera e  ha costretto l’azienda ad attivare per due giorni (domenica e oggi) la cassa integrazione ordinaria per una settantina dei 94 lavoratori del sito fabrianese. Da domani mattina i dipendenti torneranno in fabbrica a produrre i fogli di carta da fotocopiatrice ma anche le carte speciali artistiche e quelle per la scuola, mentre è stato rinviato l’incontro sindacale programmato per oggi.

Nello stabilimento ‘Ritrama’ di Sassoferrato, controllato del Gruppo Fedrigoni e che produce etichette e materiali autoadesivi, si è invece svolta proprio oggi pomeriggio la consultazione sindacale con la settantina di dipendenti e i rappresentanti di Fistel Cisl, Slc Cgil, e Uilcom Uil dopo l’annuncio della multinazionale di voler far ricorso alla cassa integrazione ordinaria a cavallo delle festività di Natale e l’inizio del nuovo anno. Le date ipotizzate sono quelle tra il 22 dicembre ed il 9 gennaio 2023. Il Gruppo Fedrigoni, solido, pronto a nuove acquisizioni societarie all’estero e con un fatturato in crescita, in via cautelativa vorrebbe accedere allo strumento degli ammortizzatori sociali per i circa 600 lavoratori dei quattro stabilimenti marchigiani (operativi oltre che a Fabriano e Sassoferrato anche a Pioraco e Castelraimondo) dopo aver registrato un surplus di commesse nel corso dell’anno ma negli ultimi mesi una frenata nei consumi e una flessione degli ordini che potrebbe anche essere fisiologica.

da sin. Alessandro Gay e Biagio Liberati, rispettivamente segretario Fistel Cisl Marche e segretario Slc Cgil Macerata

L’azienda aveva utilizzato la cassa integrazione solo durante i lockdown imposti dall’emergenza sanitaria Covid. «Oggi nello stabilimento di Sassoferrato – spiega Alessandro Gay, responsabile regionale di Fistel Cisl – abbiamo condiviso con i lavoratori un verbale di consultazione per l’apertura della cigo. Lo stesso passaggio avverrà giovedì nello stabilimento di Fabriano dove si parlerà sempre di cassa integrazione ordinaria estesa  agli altri 3 siti produttivi marchigiani. Nel corso del confronto con l’amministratore delegato del Gruppo Fedrigoni, svolto la scorsa settimana, è emerso il dato della contrazione di ordini di fine anno e che obbliga l’azienda a fare delle fermate da coprire con la Cigo o con le ferie per quei dipendenti che ancora devono beneficiarne. Abbiamo intuito che non tutti gli stabilimenti avranno identiche chiusure. Nell’accordo quadro siglato a livello nazionale sulla cassa integrazione, come sindacati, abbiamo comunque chiesto di tutelare la situazione reddituale dei lavoratori con la garanzia dei ratei della tredicesima, la maturazione di ferie e permessi, e i premi di risultato».

Redazione CA

 

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