Nuova legge sui parchi,
le Associazioni ambientaliste:
«Dono di un Babbo Natale ‘cattivo’»

ANCONA – Bocciato dal coro unanime di Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Lega Abolizione Caccia, Lega Anti Vivisezione, Lupus in Fabula, Salviamo il Paesaggio, Wwf «il blitz notturno dell'Assemblea legislativa delle Marche che ha approvato l’aumento da uno a tre il numero dei rappresentanti della Regione nei Consiglii direttivi»

Il Parco del Conero

 

«Con un blitz notturno, alle 3,30 del 29 dicembre, la proposta di legge che aumenta da uno a tre il numero dei rappresentanti della Regione nel Consiglio Direttivo dei parchi naturali regionali è diventato il dono di un “Babbo Natale cattivo”. Anziché procedere ad una razionalizzazione e ad un finanziamento degli enti si decide con il “dono natalizio” di impartire una sorta di punizione politica ai territori su cui insistono i parchi Regionali. Dall’evoluzione dei fatti sembra una strategia studiata e consapevole seppur estremamente rischiosa dal punto di vista della legittimità». Esordisce così il comunicato a firma congiunta della Alleanza della Associazioni Ambientaliste Marchigiane composta da Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Lega Abolizione Caccia, Lega Anti Vivisezione, Lupus in Fabula, Salviamo il Paesaggio, Wwf.

In sostanza l’Assemblea legislativa delle Marche alle prime ore di ieri con ha approvato la modifica della composizione dei direttivi delle aree protette del Conero e del San Bartolo istituendo anche un nuovo ente pubblico per quello della Gola della Rossa e di Frasassi. In tutti i consigli di gestione l’ente Regione parteciperà con tre rappresentanti invece che uno. «Il 23 settembre scorso la Regione Marche ha chiesto ad Associazioni ambientaliste, Associazioni agricole, Amministrazione Provinciale, Comune di Pesaro e Comune di Gabicce, la richiesta formale di esprimere nominativi per la composizione del Cd dell’Ente Parco Regionale San Bartolo in scadenza il 29 ottobre. – prosegue il comunicato della Alleanza della Associazioni Ambientaliste Marchigiane – Mentre gli Enti locali ed associazioni interpellate hanno provveduto a formalizzare i nominativi nei tempi richiesti dalla Regione, quest’ultima formulava, senza un motivo sostanziale, un articolo sulla legge finanziaria 2022 per prorogare il consiglio direttivo fino alla nomina del nuovo consiglio. La proroga era finalizzata ad allungare i termini e consentire l’approvazione della PdL di riforma “punitiva”».

Secondo le associazioni ambientaliste «più esplicitamente nel Parco del San Bartolo la “punizione” consiste nel far diventare minoranza la rappresentanza degli enti locali (comune di Pesaro e Gabicce) rispetto ai tre rappresentanti della Regione, avendo soppresso la rappresentanza provinciale. Tutto ciò in evidente contrasto con la legge quadro nazionale (L. 394/91) che all’art. 22 non prevede una rappresentanza regionale, ma impone una rappresentanza degli enti locali ed assegna a ciascun parco la possibilità statutaria di prevedere forme differenziate di gestione e che all’art. 27 prevede un ruolo di vigilanza e sorveglianza alla Regione che non può ovviamente essere nello stesso tempo vigilante e vigilato. Questo approccio “punitivo e di conquista” da parte di alcuni consiglieri regionali di maggioranza sta danneggiando la comunità territoriale e l’area protetta del Parco del San Bartolo in quanto sta paralizzando l’attività di utilizzo di risorse assegnate su progetti che non possono essere attivati in quanto in regime di prorogatio è possibile effettuare solo atti di ordinaria amministrazione».

L’Alleanza delle Associazioni Ambientaliste Marchigiane denuncia pertanto «il comportamento irresponsabile e palesemente punitivo nei confronti delle comunità territoriali dei parchi regionali, creando una situazione normativa potenzialmente illegittima che non farà che aumentare il contenzioso tra la Regione e gli Enti Parchi, tenuto conto che la Corte Costituzionale, ha sempre annullato proposte di leggi regionali similari. Si ostacolano di fatto le attività progettuali già finanziate, mostrando in modo evidente il disinteresse per una gestione partecipata e consapevole dei problemi di tutela del territorio e della natura nelle comunità dei Parchi Regionali, ostacolando oggettivamente il raggiungimento degli obiettivi globali al 2030 su clima e biodiversità».

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