E’ tornato chiedere di modificare il regolamento per l’armamento della Polizia locale di Ancona, stamattina in Consiglio comunale, il consigliere comunale Giacomo Petrelli. E per avvalorare la tesi di quanto sia necessario, ha riferito ai colleghi d’aula un episodio che è stato però subito smentito, senza entrare nei contorni della vicenda, dal vice sindaco Giovanni Zinni, piuttosto scettico sulla esigenza di cambiare quel regolamento. «Circa un anno e mezzo fa questo consiglio comunale ha approvato il regolamento per l’ornamento della polizia locale. – ha ricordato il consigliere del Partito Democratico – In quell’occasione presentai diversi emendamenti tra cui uno per chiedere di fare controlli psicofisici con una maggiore frequenza agli agenti a cui spetta la dotazione dell’arma e per obbligare gli stessi a detenere l’arma presso il Comando a norma di legge quindi in un’armeria adeguata a fine servizio. Emendamenti che sono stati bocciati. Nei giorni scorsi ho ricevuto una segnalazione di un caso un po’ particolare: un nostro agente di Polizia locale, fuori servizio durante una lite familiare, avrebbe minacciato alcuni familiari di utilizzare l’arma di servizio contro di loro. Sempre stando al racconto, questa persona sarebbe uscita di casa con l’intenzione di andare a recuperare l’arma al Comando, La famiglia preoccupata ha poi avvertito l’autorità di pubblica sicurezza. So che probabilmente il Comando ha preso dei provvedimenti». Petrelli ha precisato di aver presentato una interrogazione «squisitamente politica, non sul caso in questione. Forse quegli emendamenti avevano ragione di esistere come io pensavo anche allora» ha rilevato.
Il vice sindaco Giovanni Zinni ha scosso la testa chiarendo subito di voler «smentire categoricamente i fatti così come li hanno narrati inerenti questa persona. Non so chi gli ha fatto la segnalazione, spero che non sia un collega di questa persona, perché i fatti non sono andati in questi termini e per ragioni di riservatezza non possono raccontare tutta la questione. Mi limito a ribadire che ci sono regolari controlli medici con visite anche psicologiche. Non a caso questa persona risulta a tutt’oggi idonea al possesso dell’arma di sicurezza. Il nostro regolamento di Polizia locale funziona perfettamente. Tutte le procedure di sicurezza sono attuate, da dove va lasciata l’arma, al controllo delle armi fino a quelle non ancora assegnate e in capo al comandante. Le posso garantire che chiunque possiede l’arma, la può ottenere dopo un controllo medico, dopo la formazione e dopo le verifiche di tutti i requisiti previsti dalla legge. Piuttosto servirebbero maggiori risorse per addestrare ancora meglio gli agenti».
Giacomo Petrelli ha ribadito di aver mai avuto un approccio ideologico sul tema dell’armamento. «Questo ci tengo a ribadirlo, però ho sempre espresso in maniera molto esplicita i miei dubbi su quelle che sono le regole che vengono attuate. – ha sottolineato – Lei mi ha detto che vengono fatti dei controlli psico-fisici attitudinali, questo lo sapevamo perché la legge che lo prevede. Nel mio emendamento di un anno e mezzo si chiedeva una maggior frequenza in questi controlli perché le cose poi possono cambiare. Al momento sono previsti ogni 5 anni, io li chiedevo ogni 2. Chiedevo anche una regola più restrittiva rispetto alla norma nazionale di legge, di imporre la detenzione dell’arma alla fine servizio presso l’armeria del Comando. Lei mi dice che non è vero questo caso e mi rassicura ma ho ricevuto anche altre segnalazioni. Mi fido assolutamente del Comando di Polizia locale un po meno delle scelte politiche che questa amministrazione fa sulla applicazione del regolamento».
(Redazione CA)
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati