Transenne per cornicioni pericolanti
e occupazione del suolo: «Nessuno paga,
al vaglio ordinanze per riscossione coattiva»

ANCONA – I proprietari o gli amministratori di condominio che non provvederanno a sistemare gli immobili nel termine di 90 giorni rischiano anche di incappare in procedimenti penali. Lo ha detto ieri in Consiglio comunale l’assessore Stefano Tombolini nel rispondere a una interrogazione della consigliera Maria Grazia De Angelis (FdI) su un palazzo di corso Amendola

Stefano Tombolini

 

«Questa città è occupata per centinaia e centinaia di metri di transennamenti per interventi urgenti di crolli dei cornicioni, dei marcapiano e delle persiane. Noi non possiamo intervenire perchè le sistemazioni degli immobili spettano ai singoli proprietari o agli amministratori dei condomini entro 90 giorni dall’emissione delle ordinanze ma nessuno sistema le cose e così passano mesi, anni, con quelle staccionate in legno di proprietà del Comune che restano sui marcipiedi. Nessuno paga mentre quando il Comune non taglia l’erba tutti puntano il dito. Questi signori invadono con l’erba i marciapiedi, non manutengono le proprietà, non ripristinano i cornicioni. Noi facciamo tutto quello che possiamo fare. Andate in giro e incominciate a dire: il condominio di via tot paga l’occupazione d’urgenza? No. Mette a posto il suo fabbricato? No».

Lo sfogo amaro dell’assessore Stefano Tombolini ha preso forma ieri durante la discussione in Consiglio comunale di una interrogazione presentata dalla consigliera di maggioranza Maria Grazia De Angelis sulle condizioni dello storico palazzo di Corso Amendola 42, dove insiste una transenna sul marciapiede. «Sono oramai alcuni mesi che occupa tutto il marciapiede e obbliga anche i cittadini a sendere in strada. Quando pensate di poter ristrutturare quel palazzo?» ha domandato la consigliera di FdI.

Maria Grazia De Angelis

«In questo momento ad Ancona ci sono almeno 150 occupazioni temporanee ed urgenti, divise per tutte le zone. – ha risposto Tombolini – Nel mese di luglio ne abbiamo messe in atto 4-5 su segnalazioni dei vigili del fuoco. Su queste occupazioni è indicato il termine per il quale è necessario che il proprietario e l’amministratore di condominio provvedono alle rimesse in pristino e allo stato in sicurezza, vale dire 90 giorni normalmente. Nessuno adempie. Se lei va in giro per la città vede diffusamente che il legname che paga l’amministrazione comunale dopo qualche mese è cadente. Nell’ordinanza c’è scritto che al termine della messa in sicurezza si deve riportare il materiale in magazzino perché lo pagano tutti i cittadini, lo paga l’amministrazione comunale. Nulla di questo avviene, tanto che adesso facciamo un’ordinanza con la quale diventerà coattiva la riscossione dei ruoli relativi all’occupazione ordinaria nel termine di 90 giorni e straordinaria quell’eccedente con una comunicazione all’amministratore che essendo questione urgente e indifferibile se non provvede vedrà avviare un procedimento penale, un atto di responsabilità dei confronti dell’Amministrazione comunale».

L’assessore ha poi rincarato la dose: «Chi critica queste situazioni, tratti di strada chiusi, gente costretta a scendere di marciapiedi, non pensa che dopo l’intervento in via d’urgenza segnalato dai vigili del fuoco poi nei termini indicati deve agire l’amministratore del condominio. Di esempi come quello di corso Amendola ce ne sono tanti, da via Magenta, a via Ascoli Piceno, fino all’angolo tra via Cialdini e corso Stamira e via discorrendo. Sul palazzo d’epoca di corso Amendola, tra l’altro, andrebbero approfonditi tutti i requisiti degli occupanti sulla scorta dei metri quadrati e sul costo dell’affitto».

(Redazione CA)

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