Un parco urbano nel fondo rustico
conteso da più di 20 anni:
il Comune avvia la procedura di sfratto

ANCONA – Si trova in via Montagnola l’area di proprietà comunale dal 2002, con casa colonica annessa. Il privato che ne è in possesso ritiene di avere piena legittimità ad occupare l’immobile fino alla risoluzione del contratto di affitto ma per l’ente locale quell’atto è già scaduto. La giunta comunale ha così deliberato di autorizzare il sindaco «a promuovere, nell'interesse dell'Amministrazione comunale, la procedura di sfratto per finita locazione a carico dell’occupante»

Il Comune di Ancona (Archivio)

Su un fondo rustico di via della Montagnola di sua proprietà il comune di Ancona vorrebbe realizzare un parco urbano dopo aver messo all’asta la casa colonica che però è occupata da tempo da un privato nonostante i ripetuti inviti a liberarla. Per uscire da uno stallo che si protrae ormai da più di vent’anni, la giunta comunale, con delibera del 16 ottobre scorso ha autorizzato l’avvio della procedura di l’intimazione al rilascio dell’ex fondo rustico e della ex casa colonica, autorizzando il sindaco ad avviare l’iter di sfratto per finita locazione.

Tutto è iniziato nel febbraio 2002, quando il Comune ha acquistato quel fondo rustico con annessa casa colonica in via Montagnola. Un immobile che «risulta da tempo occupato senza titolo» si legge nella delibera. L’Amministrazione comunale ha formalizzato tra il 2004 e il 2013 diversi inviti all’occupante a lasciare l’immobile «da cose e persone» entro il termine di 90 giorni dal ricevimento della comunicazione, pena una procedura di sgombero. Nel 2013 la persona che ne ha il possesso ha però replicato sostenendo di avere «la piena legittimità ad occupare l’immobile fino alla legittima risoluzione del contratto di locazione». Il Comune, in tutta risposta, ha chiarito che il contratto originario del 1973 «stabiliva una durata fissa di 15 anni decorrente dalla data della stipula del contratto fino al 1988 e, pertanto, il medesimo era già scaduto e non si era rinnovato tacitamente» si legge nell’atto di giunta, Era quindi intercorso nel 2002 l’acquisto del bene da parte dell’ente locale dal precedente proprietario poi deceduto «e nell’atto di compravendita non si faceva riferimento al contratto di locazione».

Nel 2016 la Direzione Patrimonio del Comune comunicava all’Avvocatura comunale che era intenzione dell’Amministrazione di destinare l’area del fondo a parco urbano, in coerenza con il Prg, e di vendere la casa colonica tramite asta pubblica per uso abitativo. Per attuare il progetto, il dirigente comunale specificava che «si rendeva necessario liberare l’immobile avviando una procedura di sfratto per finita locazione» a carico del soggetto occupante. Ora a distanza di anni l’esecutivo comunale ha deciso di autorizzare il sindaco «a promuovere, nell’interesse dell’Amministrazione comunale, la procedura di sfratto per finita locazione a carico dell’occupante., intimandogli il rilascio dell’ex fondo rustico e della ex casa colonica di proprietà comunale in via Montagnola», dando mandato all’avvocatura comunale di rappresentare l’ente in giudizio, con ampie facoltà difensive, inclusa la possibilità di conciliare, transigere, proporre appello o promuovere l’esecuzione coattiva.

(Redazione CA)

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