Passi carrabili non autorizzati:
52 multe e conto salato da pagare
per quasi 10mila euro
A Castelfidardo è scoppiata una ‘controversia’ amministrativa riguardante la gestione dei passi carrabili in via Paolo VI. Questione che coinvolge i proprietari di 16 abitazioni e che è stata portata all’attenzione del Consiglio comunale con una interrogazione dal consigliere Stefano Defendi (Pd-Bic), per fare chiarezza sulla emissione di ben 52 verbali per la mancata autorizzazione di due passi carrabili tra la via pubblica e la proprietà privata. Ogni sanzione ammonta a 192 euro e il totale complessivo delle multe sfiora i 10.000 euro per l’intero gruppo di residenti alle quali sono state notificate. La critica principale mossa all’Amministrazione comunale dal consigliere Defendi riguarda l’applicazione della normativa sulla responsabilità solidale. Secondo quanto evidenziato da Defendi, le violazioni sarebbero state notificate ai singoli proprietari anziché in forma solidale, creando situazioni definite paradossali. Alcune coppie sposate che risultano comproprietarie degli immobili si trovano a dover pagare due volte la stessa infrazione, con un carico economico che per alcuni nuclei familiari arriva a 768 euro.
«In data 26 maggio 2026, dopo essere stato contattato da alcuni residenti, ho inviato una Pec agli uffici competenti per ottenere dei chiarimenti in merito all’emissione di 52 verbali, per i proprietari di 16 abitazioni, da parte della Polizia municipale di Castelfidardo per la violazione dell’articolo 22 (commi 1-11) per la mancata autorizzazione di accesso tra la via pubblica e la proprietà privata di due passi carrabili.- racconta in un lungo post il consigliere del gruppo Pd-Bic – La Pec era finalizzata a comprendere le ragioni per cui si sia scelto di notificare le violazioni ai singoli proprietari, invece che in forma solidale secondo le modalità previste dalla normativa vigente in materia, con conseguente aggravio di spese ed oneri di notifica, nella considerazione che stiamo parlando di una pluralità di unità immobiliari che insistono su un medesimo fondo. Le cifre delineano chiaramente la gravità della situazione. Ogni verbale ammonta a 192 euro (di cui 19 euro di spese di notifica) per un totale complessivo di 9.984 euro su 16 abitazioni (di cui 988 di spese di notifica). La situazione diventa ancora più paradossale per le famiglie che hanno la comproprietà, ad esempio marito e moglie, in quanto i verbali notificati sono stati quattro (due per ogni proprietario) per un totale di 768 euro per nucleo familiare. In pratica alcune famiglie si trovano a pagare due volte la stessa infrazione».
I cittadini coinvolti, «sbalorditi sia dalla mancanza dell’autorizzazione considerato che nessuno li aveva mai informati di questo e che tutto fosse stato definito nel momento dell’acquisto della casa, sia dalla mancata applicazione della forma solidale, hanno incaricato un legale di presentare un ricorso in autotutela, chiedendo l’annullamento parziale dei verbali e proponendo il pagamento di due sole sanzioni in applicazione del principio di cui sopra (forma solidale) e per regolare la posizione. – prosegue Stefano Defendi – L’Amministrazione comunale, tuttavia, ha rigettato l’istanza precisando che l’eventuale annullamento dei verbali potrà essere ottenuto esclusivamente attraverso la presentazione di un ricorso al Prefetto (nel caso si arrivasse ad un parere contrario ogni verbale potrebbe arrivare a circa 1278 euro per l’aumento della sanzione fino alla metà del massimo edittale). Seppure la norma sembra comunque propendere per la modalità solidale, sorge comunque una logica riflessione: l’Ente locale, se il passo carrabile fosse stato autorizzato e pagato come da regola, avrebbe chiesto due pagamenti per due autorizzazioni ad ogni proprietario oppure la cifra totale divisa fra questi ultimi?» si domanda. Senza entrare nel merito della questione tecnica, il consigliere d’opposizione si è chiesto anche se non fosse stato più opportuno convocare i residenti per cercare una soluzione condivisa prima di procedere con quella mole di notifiche. Per fare piena luce sull’accaduto, il consigliere ha così depositato un’interrogazione che sarà discussa nelle prossime sedute consiliari.
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