Il Consiglio riparte dalla sicurezza del fiume.
Variante al Prg per realizzare le vasche
di Sabrina Marinelli
Mettere in sicurezza il fiume Misa per proteggere definitivamente la città: riparte da qui, dopo la seduta d’insediamento di giugno, il primo vero consiglio comunale operativo dell’Olivetti bis.
Giovedì alle 15 l’aula sarà chiamata a votare un provvedimento cruciale per la mitigazione del rischio idrogeologico: una variazione al Piano regolatore generale necessaria a sbloccare la realizzazione di quattro vasche di laminazione, pensate proprio per accogliere le piene del fiume e rallentare il deflusso dell’acqua verso la valle, in caso di emergenza meteo.
L’intervento nasce dal recepimento del decreto del vicecommissario all’emergenza del 30 dicembre 2025. Si tratta di un piano imponente da circa 100 milioni di euro per la costruzione di cinque vasche collegate in un unico sistema a monte del tessuto urbano. Quattro ricadono nel territorio di Senigallia (nelle zone di Megà-Confluenze, una ulteriore a Bettolelle poi Marazzana e Borgo Catena) e saranno l’oggetto del voto di giovedì, mentre la quinta sorgerà a Ostra, in zona Zipa.
Oltre a difendere il territorio dalle piene, l’opera consentirà all’Autorità di bacino di ridisegnare le mappe del Pai, svincolando quelle aree oggi paralizzate della zona R4 (massimo pericolo di esondazione), dove ogni attività edilizia è attualmente bloccata.
«La variazione riguarda le quattro vasche del nostro territorio – spiega Elena Campagnolo, assessore all’Urbanistica -, è il recepimento del decreto del vicecommissario con cui dà inizio al progetto di fattibilità tecnico-economico. Il Comune deve solo prendere atto del cambiamento del Prg proprio per la presenza delle vasche. Per noi è un atto dovuto. Ovviamente siamo felici perché questo è uno dei progetti attraverso i quali poi l’Autorità di bacino potrà variare anche le prescrizioni del Pai».
Una volta approvata la pratica, l’iter per l’avvio dei cantieri potrà procedere senza intoppi.
I lavori dell’assise, guidata dal presidente Riccardo Pizzi, non si fermeranno alla sicurezza idrogeologica. All’ordine del giorno c’è infatti una corposa variazione di bilancio: una tranche da circa 3 milioni di euro complessivi, che attinge a quasi la metà dei 7,5 milioni di euro disponibili dall’avanzo d’amministrazione. Tra i capitoli di spesa più rilevanti spiccano 518.000 euro destinati al settore turismo e comunicazione e altri 300.000 euro stanziati per il sociale, oltre a diversi fondi minori per la gestione ordinaria dell’ente.
Il Consiglio completerà poi gli adempimenti burocratici ed elettorali della nuova legislatura con la nomina delle commissioni permanenti, dei rappresentanti per l’Unione dei Comuni “Le Terre della Marca Senone” e della commissione per i giudici popolari.
Verrà inoltre votato il rinnovo della Centrale Unica di Committenza con i comuni limitrofi fino al 31 dicembre 2027 e riconosciuto un debito fuori bilancio derivante da una sentenza del Giudice di Pace.
In chiusura ci sarà la mozione sul contrasto al caporalato, allo sfruttamento della manodopera irregolare e sull’istituzione di presìdi di tutela per i lavoratori che denunciano il lavoro nero, presentata dai consiglieri Margherita Angeletti, Dario Romano, Alessandra Olivetti, Anna Paola Fabri, Giovanni Margiotta, Francesco Spinozzi, Simonetta Bucari, Lorenzio Beccaceci e Marco Lion.
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