Addio a “Gegè” Di Giacomo,
vinse Scudetto e Coppa dei Campioni
con la grande Inter di Herrera

Beniamino Di Giacomo in nerazzurro (foto Inter.it)
di Andrea Cesca
Se n’è andata una vera leggenda del calcio marchigiano. È morto stamattina alla casa di cura Villa dei Pini di Civitanova, dove era ricoverato da tempo, Beniamino Di Giacomo. Aveva 91 anni.
Una carriera lunga e di altissimo livello quella dell’attaccante nato a Porto Recanati il 13 novembre 1935 e poi prelevato dal Castelfidardo, che lo fece esordire in Serie D. Le sue gesta non restano inosservate e Paolo Mazza, mitico presidente della Spal, bravo a scovare giovani talenti per poi valorizzarli. Nel 1957 passò al Napoli di Achille Lauro, dove venne ribattezzato “Gegè” come l’omonimo artista napoletano, e poi anche “Il bersagliere” perché si presentò ad un allenamento con un testa un cappello piumato presso cui prestava servizio di leva. Dopo quattro anni si trasferisce a Lecco, dove nell’incontro con il Torino segna un gol al suo compaesano Luciano Panetti. Nell’estate 1962 viene ceduto al Torino, ma nel mercato novembrino Helenio Herrera lo vuole nella sua Inter e a Milano raggiunge l’apice della sua carriera.

Di Giacomo e Jair
Coi nerazzurri vinse lo scudetto nel 1963 e la Coppa dei Campioni nel 1964, completando la sua avventura meneghina con 13 gol (11 nella prima stagione, quella del Tricolore) in 37 partite giocate tra Italia ed Europa. Era la “boa” dell’attacco nerazzurro, il punto di riferimento intorno al quale ruotavano campioni del calibro di Sandro Mazzola, Luis Suarez, Mario Corso e Jair. Dopo l’ottima stagione 1962/1963, però, lo spazio per il bomber portorecanatese andò scemando nell’annata successiva, nella quale scese in campo solo in 10 occasioni, riuscendo comunque ad alzare al cielo la Coppa dei Campioni.

La Grande Inter del 1962/1963
La carriera di “Gegè” andò avanti ancora per un decennio, impreziosita da una presenza in Nazionale (il 5 dicembre 1964 nell’amichevole vinta contro la Danimarca) e le avventure con Mantova (con la quale nel 1967 segnò all’ultima giornata proprio contro l’Inter il gol che costò lo scudetto ai nerazzurri in favore della Juve), Cesena, Anconitana e Fano.

Di Giacomo ai tempi del Mantova
Appese le scarpette al chiodo, intraprese la carriera di allenatore. Dopo esperienze in Promozione con la Falconarese e il Fabriano, viene chiamato dall’Osimana in cui conquista la promozione in C2 dopo uno spareggio con l’Anconitana disputato all’Helvia Recina di Macerata. Lasciata la panchina dei senza testa viene chiamato dalla Civitanovese dove conquista la prima promozione in C1 della squadra rossoblu. Nella stagione 1982/1983 viene chiamato dalla Jesina del presidente Latini e dell’emergente direttore sportivo Ermanno Pieroni. Anche a Jesi conquista la promozione in C1. Dopo un ritorno alla Civitanovese, siede sulle panchine del Galatina, della Ternana e del Teramo, per tornare infine nella sua Osimana in cui concluse la sua carriera.
«Oggi ricordo con profondo cordoglio, commozione e sincero rispetto Beniamino “Gegè” Di Giacomo, campione del calcio portorecanatese e uomo che ha saputo incarnare, con naturalezza e dignità, i valori più autentici e nobili dello sport – lo ricorda così il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini – non è stato soltanto un grande protagonista sul campo, ma anche un esempio di passione, dedizione e amore per la propria comunità. Con il suo impegno costante, il suo spirito di squadra e la sua generosità, ha dato moltissimo alla nostra città e al nostro movimento calcistico, diventando nel tempo una vera figura di riferimento, dentro e fuori dal campo. Chi lo ha conosciuto ricorda il suo entusiasmo, la sua umanità e quella capacità rara di trasmettere ai più giovani l’importanza del rispetto, del sacrificio e dell’appartenenza. Valori che oggi rappresentano una parte preziosa dell’eredità che ci lascia. Il suo ricordo continuerà a vivere nei colori che ha difeso con orgoglio, nei ragazzi che ha ispirato con il suo esempio e nel cuore riconoscente di tutta la comunità di Porto Recanati. Grazie “Gegè”, per ciò che sei stato per tutti noi e per tutto ciò che, con semplicità e grandezza, hai donato alla tua città. Da parte mia e dell’amministrazione comunale, alla famiglia di Beniamino Di Giacomo giungano le più sincere e sentite condoglianze, accompagnate da un pensiero di profonda vicinanza e affetto in questo momento di grande dolore. Che la famiglia possa trovare conforto nell’abbraccio e nella riconoscenza di tutta la comunità di Porto Recanati, che oggi si stringe attorno ai suoi cari con gratitudine per ciò che Beniamino ha rappresentato e continuerà a rappresentare per la nostra città. Il suo ricordo, carico di valori, passione e umanità, resterà vivo nel cuore di tutti noi».
(In aggiornamento)
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