La Delegazione Pontificia ha reso noto il calendario ufficiale delle celebrazioni per la Settimana Santa al Santuario della Santa Casa di Loreto.
Un cammino liturgico intenso che culminerà con la Pasqua di Risurrezione, accompagnato da un forte richiamo alla pace e alla fraternità concreta lanciato dall’Arcivescovo Prelato, Mons. Fabio Dal Cin.
Le celebrazioni prenderanno il via domani, domenica 29 marzo con la Domenica delle Palme: la S. Messa Solenne, presieduta dall’Arcivescovo con la benedizione dei rami d’ulivo, si terrà alle ore 10.
Nei primi tre giorni della Settimana Santa (lunedì, martedì e mercoledì), il Santuario proporrà le “Quarant’ore” di Adorazione Eucaristica dalle 9 alle 19 presso la Cappella dei santi Pellegrini.
Giovedì Santo (2 aprile): Alle 10.30 la S. Messa Crismale con il rinnovo delle promesse sacerdotali. Alle 17.30 la celebrazione “Nella Cena del Signore” con l’adorazione del Ss.mo Sacramento fino alle 23.
Venerdì Santo (3 aprile): Alle 17.30 la Solenne Azione Liturgica nella Passione del Signore. In serata, alle 20.30 a Villa Musone, si terrà la tradizionale rappresentazione della Passione denominata “La Morte del Giusto”.
Sabato Santo (4 aprile): Mattinata dedicata alla venerazione della “Virgo Lauretana”. Alle 21.30 la Solenne Veglia Pasquale.
Domenica di Pasqua (5 aprile): S. Messa Solenne alle ore 10.
Tutte le principali funzioni saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube “Santa Casa Loreto”.
Di seguito riportiamo il messaggio augurale dell’Arcivescovo pubblicato sulla rivista ufficiale del Santuario “Il Messaggio della Santa Casa”.
“Se Cristo è vivo cambia tutto
Mentre le campane si apprestano a suonare a festa per la Vittoria di Cristo sulla morte e sulla cattiveria umana, è impossibile chiudere le orecchie al fragore dei conflitti che scuotono il mondo. Fa male vedere leader mondiali che, attorno ai tavoli della politica, sembrano investire più sulla guerra che sulla concordia. C’è un accanimento osceno nel voler risolvere le questioni con i muscoli, sostituendo la forza del diritto con il brutale “diritto” della forza.
In un panorama così cupo, la Pasqua rischia di scivolarci addosso come una bella fiaba lontana, fragile, schiacciata dall’arroganza di chi si crede padrone della storia. Invece è proprio qui che la Pasqua di Cristo ci lancia la sua sfida più stimolante, che ribalta la realtà: Cristo è vivo. E se Lui è vivo, cambia tutto. Non è un bel ricordo ingiallito nel tempo, ma una presenza che rompe gli schemi del presente. Se Lui è vivo, è perché vuole vederci accesi della sua stessa vita, pronti ad afferrare la vita, smettendo di essere spettatori passivi del male per diventare invece portatori della sua speranza scomoda che manda in tilt le logiche di morte.
Come stare dentro a questo momento difficile, senza soccombere? Il primo passo è disarmare il cuore: non lasciamo che l’odio o la rassegnazione prendano casa nei nostri pensieri. Puliamo l’anima con la Confessione, torniamo a nutrirci di Cristo nell’Eucaristia: lasciamo che la sua vita scorra nelle nostre vene.
Poi, sporchiamoci le mani con la fraternità concreta. Se i potenti scelgono di dividere il mondo in schieramenti, noi decidiamoci per la prossimità. Facciamo delle nostre case piccoli frammenti di Nazareth, dove il dialogo e l’accoglienza sono il pane quotidiano. Inoltre, non lasciamoci schiacciare dal peso delle notizie negative. La Vittoria di Cristo ha un peso specifico infinitamente maggiore: quella pietra rotolata via ha aperto un varco verso la pienezza di vita e di libertà che nessuno e nessuna mano umana, per quanto armata, potrà mai più richiudere.
Gesù cammina con noi e ci spinge a vivere “in controtendenza”. La Santa Casa ci ricorda che la vera rivoluzione parte dai piccoli gesti quotidiani, accessibili a tutti. Una famiglia vive in controtendenza quando preferisce il tempo del dialogo e del perdono al muro del silenzio, dimostrando che la pace inizia proprio lì, attorno alla tavola. Un giovane vive in controtendenza quando rifiuta lo scontro facile e il pregiudizio dei social, spendendo il proprio talento per costruire ponti dove altri alzano muri. Un malato, un sofferente vive in controtendenza quando, pur nel buio del dolore, non si arrende alla disperazione, ma diventa un segno di risurrezione, ricordandoci che la vita ha una dignità che nessuna sofferenza può scalfire.
Siamo tutti chiamati a questi atti di coraggio quotidiano. Perché, il Maestro è stato chiaro: «Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33). E se Lui lo ha vinto, con Lui possiamo farcela anche noi.
Un abbraccio a tutti, dai piccoli ai nonni. In Cristo Risorto, a tutti: buona Pasqua.
Fabio Dal Cin”
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