“Il prezzo della verità” al centro
dell’assemblea dei giornalisti marchigiani

ANCONA -  Al Ridotto delle Muse riflessioni sull’importanza e sul valore della competenza nell'esercizio della professione

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di Simonetta Cipriani

Non solo un appuntamento istituzionale, ma un momento di riflessione profonda sul senso della professione. L’assemblea annuale dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, ospitata ieri al Ridotto delle Muse, ha messo al centro il tema “Il prezzo della verità”, con ospite Andrea Vianello.

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L’intervento di Andrea Vianello

Ad aprire i lavori è stato il presidente Franco Elisei, che ha richiamato il ruolo dei giornalisti in un ecosistema informativo sempre più complesso, invitando a osservare i fatti da prospettive diverse per non diventare “portatori sani di narrazioni altrui”. Nel corso della mattinata sono stati illustrati i principali dati dell’attività dell’Ordine: circa 70 corsi di formazione organizzati, in flessione di meno cento unità gli iscritti, fermi a 2061, nuove collaborazioni con il mondo accademico, tra cui l’Università degli Studi di Macerata, l’Università di Camerino e l’Ucsi (l’Unione dei giornalisti e comunicatori cattolici) e un Progetto europeo con l’Università degli Studi di Perugia, oltre a sinergie con associazioni di categoria. Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione, anche alla luce del nuovo regolamento che entrerà in vigore il 13 giugno prossimo e che valorizza le competenze digitali oltre a prevedere maggiore rigore per chi non adempie agli obblighi. Tra i progetti in corso figurano la digitalizzazione della biblioteca dell’Ordine e iniziative condivise con altri ordini regionali per rafforzare il peso della categoria regionale a livello nazionale.

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L’intervento di Franco Elisei

Non è mancato un passaggio sul tema dell’accesso alla professione, sull’importanza di far conoscere i meccanismi dell’informazione e sulla necessità di criteri economici più omogenei anche per i pubblicisti. Nel suo intervento, la vicepresidente aggiunta (un ruolo presente solo nell’Ordine regionale) Alessandra Pierini ha posto l’accento sull’importanza del linguaggio e della capacità di accogliere e valorizzare le differenze, soprattutto quando si raccontano persone fragili o esposte a discriminazioni. Un richiamo al codice deontologico che si confronta con le trasformazioni in atto, comprese quelle legate all’intelligenza artificiale, rispetto alla quale resta centrale la sensibilità umana nel racconto.

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Spazio poi alla rappresentazione teatrale di Daniela Paola Rossi dedicata alla vicenda di Italo Toni e Graziella De Palo, scomparsi a Beirut nel 1980 mentre indagavano su traffici internazionali. La presenza del fratello Aldo Toni ha reso ancora più intensa la riflessione su memoria, verità e giustizia. Un passaggio che, come ha sottolineato Elisei, richiama il dovere di non dimenticare, cioè “non allontanare dal cuore”.

A chiudere la parte centrale dell’incontro è stato l’intervento di Andrea Vianello, che ha intrecciato esperienza personale e visione della professione. Dal ricordo dell’amicizia con Ilaria Alpi alle storie segnate da misteri e verità incompiute, come quelle di Maria Grazia Cutuli e Mario Paciolla, il giornalista ha posto l’attenzione sul valore e sul costo della ricerca della verità. Un percorso che, pur tra dubbi e interrogativi, continua a rappresentare un punto di riferimento, “un faro” per la professione. Nel dibattito è emersa con forza l’idea del giornalista come presidio di competenza e responsabilità, capace di illuminare contesti complessi e di mantenere vivo e rispondere al bisogno di verità. Solo al termine dei lavori si è svolta la parte formale, con l’approvazione all’unanimità del conto consuntivo 2025 e del bilancio preventivo 2026. A seguire, la consegna dei riconoscimenti ai colleghi per i 25 e 50 anni di iscrizione. Le celebrazioni per i 40 anni dell’Ordine delle Marche sono invece previste a fine giugno a Camerino. Un’assemblea che ha unito formazione, memoria e confronto, ribadendo il ruolo del giornalismo come strumento essenziale per comprendere e leggere con attenzione la realtà.

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Giovanni Filosa ha ricevuto il premio per i 50 anni di professione da Andrea Vianello

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