
La Podesti al Piano
Dopo oltre tre anni di trasferimenti, disagi logistici e attese snervanti, la comunità dell’Istituto Comprensivo “Posatora Piano Archi” alza la voce.
I genitori degli alunni della scuola secondaria di primo grado “Francesco Podesti”, al Piano, hanno rotto gli indugi chiedendo ufficialmente al Comune la consegna formale della sede di via Urbino 22, chiusa dal sisma del 9 novembre 2022.
La prolungata chiusura non ha rappresentato solo un problema di edilizia scolastica, ma un vero e proprio danno all’identità del quartiere. Le famiglie denunciano come il trasferimento forzato presso le scuole “Tommaseo” e “Leopardi” abbia causato una «sensibile riduzione delle iscrizioni, privando i quartieri di Posatora, Piano e Archi di un presidio educativo e sociale fondamentale».
Secondo quanto riportato dai rappresentanti dei genitori, non ci sarebbero più alibi tecnici per rinviare il rientro. Il comunicato sottolinea infatti che «secondo le dichiarazioni dell’Amministrazione comunale riportate a marzo 2026, la scadenza contrattuale dei lavori era fissata per il 31 marzo 2026 e le parti fuori terra dell’edificio risultano già fruibili».
Per questo motivo, la mobilitazione punta a tre obiettivi immediati: il rilascio immediato della certificazione senza la quale «l’istituzione scolastica non può avviare le operazioni di allestimento necessarie». Che le operazioni di trasloco inizino subito dopo la fine delle lezioni. Rimandare ad agosto o settembre, con l’organico ridotto, «significherebbe compromettere seriamente il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027».
Con una popolazione scolastica di 1.065 alunni, molti dei quali stranieri o con disabilità, la scuola di quartiere è ritenuta «un atto imprescindibile per garantire continuità didattica, inclusione e contrasto all’emarginazione».
Il tono della nota inviata dai genitori è netto: sebbene in questi anni sia stata dimostrata una «pazienza e un senso di responsabilità encomiabili», ora la comunità pretende che «alle parole seguano i fatti: la consegna delle chiavi deve avvenire ora».
La battaglia per la “Podesti” non è dunque solo una questione di mura e uffici, ma una difesa del diritto allo studio dei ragazzi: «Non permetteremo che ulteriori ritardi burocratici o incertezze nella pianificazione impediscano ai nostri figli di tornare, finalmente, nella propria scuola».
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