L’Ordine degli architetti Ppc di Ancona, in occasione della propria assemblea pubblica degli iscritti, propone una riflessione su un tema complesso e stimolante come quello della “Generazione Urbana”. Il pomeriggio di martedì 28 aprile al Teatrino Campana di Osimo sarà aperto alle ore 15 dall’assemblea generale ordinaria per il bilancio consuntivo 2025 e, a seguire, l’incontro pubblico è fissato dalle ore 16. L’evento prevede l’apertura dei lavori di Gloria Vitali, presidente Ordine architetti Ppc di Ancona, i saluti istituzionali di Michela Glorio, sindaca di Osimo e di Silvia Pelonara, consigliera del nuovo Consiglio Nazionale architetti. Quindi spazio agli interventi degli ospiti dell’Assemblea, lo storico dell’arte Andrea Sòcrati e lo street artist Gionata Gesi Ozmo preceduti dall’introduzione del consigliere dell’Ordine architetti Andrea Tabocchini. Il pomeriggio si concluderà con un talk di confronto tra i protagonisti.
Il filo conduttore dell’evento è quindi il concetto di Generazione Urbana (e non solo Rigenerazione) per riflettere su cosa significhi il rapporto tra architettura e arte, come sia stato sempre un rapporto simbiotico per la progettazione di spazi di vita e di socialità e per la costruzione di comunità e come questo rapporto oggi, rinnovato, modificato, possa essere ancora leva per uno sviluppo sostenibile e culturale delle città. Ogni generazione si confronta con la propria architettura e con l’arte che il suo tempo esprime, ma non deve venire meno, oggi più che mai, la comprensione e il coinvolgimento di questo legame costitutivo e organico, talvolta simbolico fatto di contaminazioni e codici ermetici. È un valore culturale, di identità al plurale, di espressione di un tempo, di un luogo, di una comunità.
L’obiettivo è quindi creare inclusività nello sviluppo di progetti urbani, nella convivenza tra arte contemporanea e architettura, nella valutazione di un contesto interpretandolo e valorizzandolo a partire dalle sue parti più fragili, marginali. «Ogni intervento deve essere pensato a partire dal contesto locale – commenta in una nota la presidente Vitali – e non possono esistere soluzioni identiche tra città diverse. Parleremo di un concetto importante come quello di site-specific che significa mettere al centro l’analisi dei luoghi, dell’identità e dei bisogni reali prima di progettare e lo faremo con ospiti che hanno maturato una grande esperienza anche internazionale».
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