Un’agenzia sociale per la locazione:
la proposta contro l’emergenza casa

COMUNALI - Al cuore del programma l’idea della “Città dei 15 minuti”, un modello urbano dove la distanza tra il cittadino e i servizi essenziali si accorcia drasticamente, annullando le storiche differenze tra il centro storico e le frazioni

Dario Romano, candidato sindaco del centrosinistra

La visione della Senigallia che verrà, quella proiettata verso il 2031, prende forma nel programma della coalizione di centrosinistra a sostegno di Dario Romano.

Un documento che cerca di cucire insieme tradizione amministrativa e sfide contemporanee.

Al cuore della proposta l’idea della “Città dei 15 minuti”, un modello urbano dove la distanza tra il cittadino e i servizi essenziali si accorcia drasticamente, annullando le storiche differenze tra il centro storico e le frazioni.

Il pilastro della “Città che cura” sposta poi l’attenzione sulla dignità della persona, rivendicando con forza un ruolo da protagonista per il Comune nel dialogo con la Regione. L’obiettivo è sbloccare i nodi critici della sanità locale, dal completamento della Palazzina delle Emergenze alla realizzazione della Casa e Ospedale di Comunità, senza dimenticare il rilancio della Fondazione Città di Senigallia, che deve tornare a essere un punto di riferimento aperto per la terza età.

Il programma introduce una sensibilità nuova per il tema dell’abitare, proponendo un’Agenzia sociale per la locazione che incentivi i proprietari a preferire l’affitto a lungo termine rispetto ai brevi del mercato turistico, offrendo così una risposta concreta all’emergenza casa.

Ma la città del futuro deve essere soprattutto sicura. Per la coalizione di Romano, la protezione idrogeologica non è un tema negoziabile ma la condizione necessaria per ogni sviluppo: il completamento delle vasche di espansione e la ricostruzione di un ponte Garibaldi diverso da quello “a brugola” contestato sono priorità assolute.

L’impegno ambientale si sposa con l’inedita “urbanistica dell’ombra”, un piano di de-cementificazione pensato per rinfrescare il tessuto urbano con viali alberati, contrastando così l’aumento delle temperature e rendendo lo spazio pubblico più vivibile.

Sul piano economico, la ricetta è la diversificazione. Se il turismo e l’enogastronomia restano i fiori all’occhiello, il programma non dimentica il mondo del lavoro, proponendo un salario minimo di 10 euro negli appalti comunali e puntando sul porto come motore della blue economy.

Anche la cultura e l’educazione cambiano volto: le scuole sono immaginate aperte oltre l’orario delle lezioni e il Musinf  rilanciato, come cuore pulsante di una città che non vuole smettere di essere la capitale della fotografia, accogliendo nuove energie attraverso residenze per artisti. Infine, a legare ogni punto del programma è un metodo di governo rinnovato.

Con l’introduzione dello “youth check”, ogni delibera passerà al vaglio dell’impatto sulle generazioni future, mentre i patti di collaborazione trasformeranno i cittadini in custodi attivi dei beni comuni. È un’idea di amministrazione condivisa che non si limita a gestire l’esistente, ma invita la comunità a partecipare direttamente alla cura delle strade, dell’illuminazione e dei luoghi d’incontro, supportata da una macchina comunale snellita e guidata da nuove competenze tecniche.

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