Ritorno alla lucidità in solo 24 ore,
intervento d’avanguardia a Torrette:
ora la speranza del trapianto al fegato

ANCONA - Un intervento innovativo di eco-endoscopia risolve un caso di encefalopatia epatica

Da sinistra, l’Inf.. Gabriella Bernabucci, l’Inf. Roberto Carnevali, la Dott.ssa Lucia Salvi, il Dott. Samuele Cavarocchi, la tecnica di radiologia. Antonella Fava, il Dott. Paolo Cerchiara (Anestesia e Rianimazione dei Trapianti e Chirurgia Maggiore ) e il Prof. Luca Maroni

Praticamente incapace di orientarsi o di comunicare con il mondo esterno. Era questa la condizione di un paziente cirrotico colpito da una grave encefalopatia epatica, un labirinto neurologico che gli precludeva qualsiasi speranza di guarigione definitiva, rendendolo non idoneo al trapianto. Ma il 6 maggio scorso, all’ospedale di Torrette, una procedura di Endoepatologia avanzata ha cambiato il corso della sua storia clinica, restituendogli la lucidità in meno di un giorno.

Il problema non risiedeva solo nel fegato, ma in un’anomalia vascolare: un cosiddetto shunt, un vaso sanguigno “ribelle” che deviava il flusso sanguigno impedendo la depurazione dalle tossine. Guidato dal dottor Giuseppe Tarantino, all’interno della Clinica diretta dal professor Antonio Benedetti, il team medico ha affrontato la sfida con un approccio multidisciplinare e una tecnica eco-endoscopica mininvasiva.

In una sala operatoria ibrida, i medici hanno “navigato” attraverso la parete dello stomaco per individuare con precisione chirurgica l’origine del vaso patologico. Grazie al monitoraggio radioscopico in tempo reale, sono state inserite delle spirali occludenti per sigillare il condotto anomalo. Un intervento ad alta precisione che ha permesso di evitare la chirurgia tradizionale, riducendo drasticamente i rischi per un paziente già fragile.

I risultati hanno superato le aspettative: a sole 24 ore dall’operazione, l’uomo ha riacquistato piena coscienza e orientamento. Questo recupero neurologico lampo non è solo un successo clinico isolato, ma la chiave che permette ora di inserire il paziente nella lista d’attesa per il trapianto di fegato, un obiettivo prima considerato irraggiungibile.

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