Cura del diabete, approvato
il nuovo modello a rete:
«Azzeriamo distanza ospedale-territorio»

ANCONA - La Giunta regionale ha approvato la Rete Diabetologica Marche, un modello integrato "Web-Hub" per assistere gli oltre 80mila pazienti marchigiani

Paolo Calcinaro

Le Marche riorganizzano l’assistenza per i malati di diabete con la nascita della Rete Diabetologica, un modello integrato approvato dalla Giunta regionale per collegare in modo capillare ospedali e territorio. Il nuovo provvedimento punta a garantire equità di accesso alle cure per una patologia che nella regione interessa tra le 80mila e le 90mila persone note, a cui si aggiunge un sommerso stimato di altri 30mila-35mila casi. La rete marchigiana è già stata riconosciuta come “best practice” dalla Commissione Europea e inserita nel progetto europeo Jacardi

Il sistema supera la vecchia struttura gerarchica per adottare un modello “Web-Hub” a connessione bidirezionale, diviso su tre livelli di complessità. Gli Hub Specialistici di Riferimento Regionale vedono l’AOU delle Marche impegnata per la diabetologia pediatrica e l’Inrca di Ancona per le complicanze maggiori del piede diabetico. Gli Hub Specialistici Territoriali sono invece i Centri di Diabetologia distribuiti in tutte le Aziende Sanitarie delle Marche per l’assistenza ambulatoriale. Infine, i Nodi Territoriali, composti da medici di medicina generale, pediatri e distretti sanitari, si occuperanno di prevenzione, diagnosi precoce e continuità delle cure a domicilio.

«Con la nascita della Rete Diabetologica Marche – commenta l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro – facciamo un passo decisivo verso una sanità pienamente integrata, digitale e vicina al cittadino. Le Marche vantano una tradizione storica pionieristica nella cura del diabete, essendo state la prima regione in Italia a dotarsi di un modello a rete già nel 1987. Oggi evolviamo verso una struttura a rete integrata con nodi e centri di riferimento che azzera le distanze tra ospedale e territorio. Il nostro obiettivo primario è l’equità di accesso alle cure: ogni cittadino marchigiano, dalla costa all’entroterra, deve poter contare sulla stessa eccellenza assistenziale. Grazie all’adozione di un software unico regionale per i dati clinici e al potenziamento della telemedicina, i percorsi diagnostico-terapeutici saranno personalizzati e fluidi. Un ringraziamento speciale va alle associazioni dei pazienti e del volontariato, la cui collaborazione strutturata all’interno della rete è fondamentale per supportare malati e famiglie nel percorso di autocura quotidiana».

L’atto prevede l’insediamento immediato del Coordinamento Regionale della Rete, mentre i Direttori Generali delle singole Aziende Sanitarie Territoriali avranno trenta giorni di tempo per istituire i rispettivi Comitati Locali, garantendo l’applicazione omogenea dei percorsi. L’efficacia delle prestazioni sarà monitorata attraverso indicatori specifici come il tasso di accessi al Pronto Soccorso e le ospedalizzazioni evitabili, mantenendo un coinvolgimento attivo delle associazioni storiche dei pazienti

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