Inchiesta sisma, Tombolini rassicura:
«Nessuna ditta coinvolta nelle indagini
ha lavorato sul nostro territorio»
Inchiesta della Guardia di Finanza sul sistema di corruzione e infiltrazioni mafiose legate alla ricostruzione post-terremoto del 2016 nelle Marche: quattro interrogazioni urgenti sono state presentate dai capigruppo di minoranza e discusse questa mattina in apertura del Consiglio comunale di Ancona. Nell’introdurre l’argomento Carlo Pesaresi (Diamoci del Noi), Diego Urbisaglia (Ancora Futura), Susanna Dini (Pd) e Francesco Rubini (Aic) hanno ricordato come l’indagine, condotta dalla Direzione Antimafia della Guardia di Finanza e coadiuvata dalla Procura di Ancona, abbia messo in luce quello che è stato definito un sistema capace di alterare aste e gare pubbliche a beneficio di affiliati della camorra e della ‘ndrangheta, secondo quanto emerso finora dalle intercettazioni
Hanno pertanto espresso preoccupazione per il possibile coinvolgimento di imprese sotto le lente degli inquirenti per la loro eventuale attività sul territorio comunale dorico, temendo anche possibili ritardi nelle opere pubbliche o compromissione dei nuovi flussi di denaro destinati al ristoro dei danni sismici registrati nel capoluogo di regione nel 2022. Ed hanno anche sollecitato chiarimenti sui cantieri locali, come quello dell’ex Derrate, per capire anche se l’Amministrazione comunale sia già stata investita da segnalazioni o contattato dall’autorità giudiziaria.
Nel rispondere l’assessore Stefano Tombolini ha rassicurato tutti ed escluso interferenze sul territorio comunale. Ha ricordato che il comune di Ancona adotta un approccio «garantista dal punto di vista della qualità dei processi». Ha tenuto a precisare subito che le criticità riscontrate riguardano spesso «la condotta dei singoli individui e non delle istituzioni», evidenziando come l’ente abbia già introdotto nuovi criteri rigorosi per la selezione e la verifica delle ditte con «un rafforzamento dei controlli introdotto nel regolamento dal 2023».
Ha fornito poi dettagli specifici sulle imprese coinvolte nell’inchiesta. Ha specificato che «l’impresa Crucianelli – Rest Edile non risulta iscritta negli elenchi degli operatori di fiducia del Comune i Ancona, mentre la ditta Getec Italia Spa ha manifestato interesse in un raggruppamento temporaneo di imprese per un dialogo competitivo su contratti di partenariato relativo a impianti a energia green ma procedura si è conclusa senza esito nel 2025». Non intrattiene quindi alcun rapporto con l’area Contratti. Al momento, ha chiarito Tombolini, l’Amministrazione comunale «non ha ricevuto richieste di chiarimenti da parte dell’autorità giudiziaria riguardanti il proprio operato».
L’assessore ha poi voluto ribadire il controllo costante sui 381 affidamenti sotto soglia affidati dal 2023 ad oggi e ha assicurato che «i futuri fondi per la ricostruzione, come quelli destinati a Villa Beer o all’ex mattatoio, opere già finanziate, saranno gestiti con la stessa attenzione e la stessa efficacia dimostrata finora». Infine ha ringraziato le opposizioni «per averci consentito di fare questo chiarimento in questo momento così turbolento». Insomma si continuerà a monitorare anche la catena dei subappalti per evitare le possibilità catene di solidarietà tra soggetti, che potrebbe rappresentare un elemento di vulnerabilità.
I consiglieri d’opposizione si sono detti rassicurati dalle spiegazioni ribadendo però la necessità di mantenere altissima la guardia per evitare che la filiera della legalità venga compromessa da interessi distorti. Hanno concluso tutti con considerazioni politiche. Il consigliere Rubini, in particolare ha letto l’articolo 331 del Codice di Procedura Penale sul dovere dei pubblici ufficiali di denunciare i reati facendo riferimento ai fatti dell’inchiesta. «Quando è scoppiato il caso ‘Ghost Jobs’ sul dipendente del comune di Ancona, io ero in quest’aula e con voi a quel tempo chiesi le dimissioni del sindaco Mancinelli, oggi a differenza vostra io chiedo dimissioni del presidente della Regione Acquaroli» ha chiuso.
(m.p.c.)
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