Tredicenne picchiato per 5 euro
La condanna arriva dopo 10 anni

ANCONA - Il 29enne, unico imputato del pestaggio, condannato a 6 anni di reclusione e 20mila euro di risarcimento. Il processo si era bloccato in appello nel 2010 per un difetto di notifica degli atti. Nel frattempo è diventato fuggitivo

Il tribunale

 

Era stato picchiato in piazza Roma da un gruppo di ragazzi per soli 5 euro. All’epoca dei fatti, la vittima aveva 13 anni. Dopo un decennio, il processo che lo vedeva parte civile è finalmente finito con una maxi condanna per uno dei responsabili della rapina. Il collegio penale, questa mattina, ha inflitto all’unico imputato, un 29enne peruviano, 6 anni di reclusione e un risarcimento danni di 20mila euro alla vittima. Una vittoria arrivata dopo un cursus giudiziario travagliato, dato che il fatto contestato dalla procura era successo nell’aprile 2007. Il peruviano era già stato condannato in primo grado nel 2010. Arrivato in appello, il procedimento era tornato indietro per un difetto di notifica al difensore all’epoca della prima sentenza. Il fascicolo, dunque, era ripartito con l’udienza preliminare. Anche in quel caso, un errore burocratico aveva fatto perdere altro tempo. Arrivato di nuovo davanti al collegio, il processo ha subito dei rallentamenti a causa degli scioperi indetti dagli avvocati. Oggi, l’emissione della sentenza a 7 anni dalla prima, quando lo straniero era stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione. Nel frattempo, l’imputato ha avuto il tempo di rendersi irreperibile. Quella della vittima, oggi 24enne in forza all’esercito italiano, è stata quindi una vittoria a metà. È stato il militare stesso a raccontare davanti ai giudici la rapina subita nell’aprile 2007: “Ero in piazza Roma a chiacchierare con gli amici, quando qualcuno è venuto da dietro e mi ha dato uno schiaffo per stordirmi. Sono corso verso la stazione dei taxi, ma dopo cinque minuti, un gruppetto mi ha assalito per buttarmi a terra. Poi, alcuni ragazzi mi hanno tirato calci al costato, alle gambe e alla schiena. Ricordo che c’era una persona (l’unico finito a processo, ndr) che mi si è avvicinato mostrandomi un pugno. Mi ha detto di dargli tutto quello che avevo in tasca. Ho allungato 5 euro e poi sono riuscito a fuggire”.

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