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Autopsia sul piccolo Francesco:
è morto per una encefalite

TRAGEDIA – Morto per encefalite, in seguito ad una otite mal curata, il perito della procura avrà accesso anche alla cartella clinica del bimbo e all’elenco dei preparati omeopatici che gli venivano somministrati. La procura ha nominato un consulente informatico, per ricostruire il drammatico scambio di telefonate fra i genitori del bambino e il dottore, che sarà sentito anche dall'Ordine dei medici. I funerali del piccolo mercoledì a Cagli
lunedì 29 Maggio 2017 - Ore 16:52
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Il piccolo Francesco con il papà

 

di Emanuele Garofalo

Un bambino sano, morto a 7 anni dopo due settimane di sofferenza, che si sarebbero potute evitare con un semplice antibiotico. Come sia stato possibile, la procura di Urbino cercherà di capirlo anche dai cellulari dei genitori di Francesco e del loro medico di fiducia, l’omeopata Massimiliano Mecozzi, ora tutti indagati per omicidio colposo. Si cercherà di capirlo dalla ricostruzione delle telefonate e dei messaggi di queste drammatiche settimane, fino a quell’ultima chiamata al 118 di martedì scorso, quando ormai il bambino era in stato di incoscienza. Serviranno 60 giorni per conoscere nel dettaglio le conclusioni del medico legale Mauro Pesaresi, che oggi pomeriggio ha svolto l’autopsia sul corpo senza vita di Francesco Bonifazi. In particolare per sapere se ci sono state concause che hanno portato alla morte del bambino di 7 anni. Ma i primi esiti dell’esame, lo escludono: Francesco era un bambino sano, ed è morto per l’infiammazione dell’encefalo, dovuta ad un batterio, non ancora identificato. L’encefalite come estrema conseguenza di quella otite bilaterale mal curata per 15 giorni, che lo ha portato in coma martedì scorso e solo allora alla disperata corsa all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona (leggi l’aticolo). Al medico legale Pesaresi, su disposizione del pm della procura di Urbino Irene Lilliu che conduce le indagini, sarà dato accesso anche alle cartelle cliniche del bambino e all’elenco preparati omeopatici che gli venivano somministrati: già negli ultimi 4 anni, il bambino non aveva più assunto antibiotici (leggi l’articolo). Ora sono indagati per omicidio colposo i genitori, due commercianti di Cagli con altri due figli piccoli e il loro medico di fiducia Massimiliano Mecozzi, che avrebbe sconsigliato ai genitori di Francesco di utilizzare quei farmaci che secondo il primario di Rianimazione del Salesi Fabio Santelli lo avrebbero potuto salvare (leggi le dichiarazioni). Su questo rapporto di fiducia cieca si concentrano le indagini della procura di Urbino: il pm ha affidato una perizia sui cellulari, per ricostruire lo scambio di messaggi e telefonate tra i genitori di Francesco e Mecozzi. Dopo la rabbia esplosa a caldo dal nonno Maurizio (che aveva minacciato di denuncia Mecozzi) sia la famiglia Bonifazi, sia il medico, sono trincerati nel silenzio e dietro ai propri avvocati. L’ordine dei medici di Pesaro convocherà Mecozzi per ascoltare la sua versione dei fatti, rischia dalla sospensione alla radiazione dalla professione. Cagli si prepara a porgere l’ultimo saluto a quello che tutti ormai chiamano angelo. Mercoledì i funerali nel paesino del Pesarese.

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