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Smog: nel maxi esposto in procura
le foto e i video dei residenti

ANCONA – Nella denuncia che ha portato all’apertura di un fascicolo da parte del pm Gubinelli, una cinquantina di residenti hanno documentato i bus incolonnati a causa del capolinea tra via Frediani e via Calatafimi, i rumori, gli uffici e gli appartamenti di piazza Cavour barricati con le finestre chiuse contro polveri sottili e decibel fuori misura
lunedì 5 giugno 2017 - Ore 21:32
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Bus in piazza Cavour, foto d’archivio Giusy Marinelli

di Giampaolo Milzi

Piazza Cavour come sito attenzionato in particolare nell’ambito di una strategia d’indagine volta a verificare ciò che non è stato fatto per misurare e contenere il fenomeno dell’inquinamento, soprattutto quello atmosferico, in tutto il territorio comunale. A distanza di 6 mesi dalla sua apertura, si delinea con un raggio d’azione più ampio l’inchiesta della Magistratura simboleggiata dalla centralina mobile di monitoraggio della qualità dell’aria che da metà dicembre 2016 staziona all’interno della piazza più grande, centrale e probabilmente vittima dello smog ad Ancona. Tra le novità, anche la durata dei rilievi della cabina “acchiappa smog” posizionata dall’Agenzia regionale protezione ambientale (Arpam), che probabilmente non cesseranno a fine anno, ma si protrarranno nel 2018. La stessa struttura mobile (o una seconda) potrebbe entrare in azione in altre aree considerate ad alto rischio della città, sempre di concerto col magistrato. Un’inchiesta, quella del pm Paolo Gubinelli, che ha fatto passi avanti (non confermato ma nemmeno smentito che vi possa essere già qualche iscritto nel registro indagati), in qualche modo in linea coi contenuti e quesiti dell’esposto che le ha dato impulso. Un mega esposto, con in calce un’unica firma, in rappresentanza però di circa 50 persone, tra residenti e professionisti che per esigenze abitative o lavorative a strettissimo margine coi confini di piazza Cavour trascorrono tante ore delle loro giornate. Un esposto-dossier nel quale sono confluiti documenti, relazioni con dati (tra le fonti Legambiente e alcuni medici specialisti in malattie respiratorie) e perfino materiale audio, video e fotografico concernenti l’allarmante e via via cronicizzatasi questione dell’ariaccia che da anni si respirerebbe nella zona; appesantita da sostanze chimiche, micidiali per la salute pubblica, in quantità e per periodi più alti di quelli posti come limite di sicurezza dalle normative. Un esposto concretizzatosi dopo mesi di indagini private sul campo, dunque, dove si ipotizzano illeciti da parte delle istituzioni competenti in materia (il Comune di Ancona? sicuro la Regione Marche), con tanto di scatti e registrazioni che proverebbero una situazione di contaminazione atmosferica preoccupante anche perché fuori controllo. Un esempio? Mini-filmini che certificherebbero, tra l’altro, come alcuni conducenti di autobus manterrebbero accesi i motori dei loro mezzi – per molti, troppi minuti – anche durante le fasi di stazionamento e sosta tecnica, in violazione dell’art. 157 del Codice della strada.

Bus in piazza Cavour, foto d’archivio

Già, gli autobus e la logistica “viabilità – fermate”: loro tra i principali sospetti fra le fonti iper inquinanti, se si leggono le pagine dell’articolata denuncia, messa a punto e presentata da uno dei tanti studi professionali (tipo commercialisti, medici, legali) che si affacciano sulla statua del conte Camillo Benso. E su invisibili ma dannosissime micro particelle di PM10 (le famigerate polveri sottili), di PM2 (ancora più microscopiche), di ossido di carbonio e ossido di azoto, di benzene. E cioè i composti prodotti in genere dai gas di scarico frutto dei processi di combustione di veicoli a motore e impianti di riscaldamento. L’Arpam, come autorità di polizia giudiziaria incaricata dal pm, starebbe per inviargli un primo bilancio semestrale dei monitoraggi mirati sule citate sostanze chimiche (con report giornalieri e mensili, indicativi di medie e picchi). Naturale che ci sia molta attesa, in un clima di preoccupazione, sugli esiti, anche parziali, dei rilievi. Per vari motivi. Piazza Cavour è stata scelta dall’Arpam in modo mirato, su richiesta del pm, perché è in una posizione molto bassa rispetto al livello medio sul mare della città, tale da favorire l’accumularsi di sostanze inquinanti oltre i livelli di guardia. Nelle zone contigue esistono le condizioni perché il fenomeno nocivo si verifichi: l’indotto in atmosfera degli intensissimi flussi di traffico veicolare delle vie Giannelli, Vecchini, Frediani, Palestro e Matteotti, oltre a piazza Pertini col suo maxiparcheggio al coperto; la forte antropizzazione legata all’alto tasso di residenzialità privata, di uffici pubblici e attività commerciali, con conseguente elevata operatività di sistemi di condizionamento e riscaldamento dell’aria; la presenza sui quattro lati della piazza di punti di fermata da transito, di soste da capolinea e tecniche di bus (linee urbane ed extraurbane), come segnalato nell’esposto.

La centralina mobile dell’Arpam in piazza Cavour, prima che venisse spostata sul lato del palazzo della Regione

Esposto che, oltre ad ipotizzare la violazione di una serie di normative regionali e nazionale e di direttive UE che prescrivono i metodi dei monitoraggi e le misure da adottare nel caso in cui diano esiti positivi, e quindi “neri” in materia di smog, contiene un’aperta critica alle politiche (o non politiche) in materia inquinamento soprattutto delle attuali amministrazioni comunale e regionale. E una richiesta su tutte: il ripristino delle quattro centraline fisse di monitoraggio aria di via Bocconi, porto, via Conca e piazza Roma chiuse “in combutta” da Regione e Comune nel 2012 (come auspicato l’anno scorso dalla mozione del Movimento 5 Stelle bocciata dalla maggioranza in Consiglio comunale). Quegli interruttori spenti, e la decisione di mantenere operativa solo la cabina del parco della Cittadella, proprio in una delle zone più verdi e salubri della città, secondo uno dei portavoce della denuncia-protestataria “si rilevano una presa in giro di tutti i cittadini, a tutela dei quali siamo scesi in campo”. “Una presa in giro anche la falsa promessa della sindaca di alleggerire piazza Cavour dalle soste lunghe dei bus, perché due capolinea sono stati spostati solo di pochi metri verso il Palazzo Comunale”. L’esposto contiene altri elementi noti: fino al 2011 Ancona era addirittura sul podio come terza città più inquinata in Italia, maglia nera per il record di sforamenti dei limiti per le polveri sottili; dal 2012 gli anconetani non sanno com’è l’aria che respirano, in media, in tutta la città; l’unica centralina della Cittadella, la cui operatività è definita “beffarda e paradossale”, ha rilevato ben 13 casi di superamento delle soglie di sicurezza per le PM10 nel 2016, e 12 nei soli primi tre mesi di quest’anno (dati confermati dall’Arpam). Soglie fissate dalle direttive europee a 50 microgrammi di concentrazione per metro cubo d’aria e a 35 superamenti nell’arco di un anno. Basta ragionare “in prospettiva 12 mesi” su tali cifre ed è più che lecito preoccuparsi. Infine il club privato “aria pulita” punta il dito contro l’inquinamento acustico, di giorno e di notte, “anch’esso fuori controllo, ci pensi il pm…; veicoli privati a motore a parte, sotto accusa i bus (che passano fino alle 24), i mezzi di Anconambiente per raccolta rifiuti e pulizia strade (solo dopo l’arrivo della centralina anticipano il passaggio alle 22 rispetto alle ore 1, il montaggio delle bancarelle a volte già alle 6 del mattino.

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