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Neonata morta dopo il parto in casa,
nuovi esami sulla bambina

FABRIANO – Ad oltre un mese dal decesso del 7 agosto, il corpo della piccola non è ancora stato restituito ai familiari. Dal primo esame è stata accertata l'asfissia, ma restano da chiarire le cause. I genitori indagati per omicidio colposo
mercoledì 20 settembre 2017 - Ore 18:31
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L’ospedale di Torrette (foto d’archivio)

di Federica Serfilippi

Bloccato all’obitorio di Torrette da oltre un mese. Non è stato ancora restituito ai familiari il corpo della neonata di Fabriano partorita in casa prematuramente senza alcun tipo di assistenza sanitaria all’alba del 7 agosto e poi morta durante la corsa disperata al Salesi a poche ore dalla nascita per l’insorgere di alcuni disturbi respiratori (leggi l’articolo). Dopo il trasferimento all’istituto di Medicina Legale di Torrette, il corpicino non ha più potuto lasciare il nosocomio regionale. Gli accertamenti autoptici, infatti, non si sono ancora conclusi. Un primo esame, eseguito per conto della procura dal professor Raffaele Giorgetti, aveva stabilito come la morte fosse sopraggiunta a causa dell’asfissia. Ma questo non basta alla magistratura per sciogliere il nodo dell’inchiesta che vede i genitori della piccola, un 42enne originario di Macerata ma residente a Fabriano e la sua compagna di nazionalità straniera, indagati per omicidio colposo. Servono ulteriori accertamenti per capire cosa possa aver provocato le complicazioni respiratorie che hanno portato al decesso. Dall’autopsia era anche emerso come la bimba fosse nata sana, senza alcun tipo di patologia congenita. Dopo la nascita, avvenuta prematuramente di circa un mese rispetto al compimento naturale della gravidanza, e senza problematiche apparenti, i genitori non l’avevano portata all’ospedale per i controlli di routine. Da quanto emerso, avevano raggiunto la struttura sanitaria solo alcune ore dopo, nel pomeriggio, quando avevano visto che la loro piccina presentava difficoltà respiratorie. Neanche il trasferimento d’urgenza al Salesi avvenuto con l’eliambulanza aveva potuto salvare la neonata. È poco probabile che entro la fine di settembre la salma possa essere restituita alla famiglia.

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