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L’ustionato si è inventato l’aggressione:
rischia una denuncia per procurato allarme

CASTELFIDARDO - "Avevo bevuto ed ero ubriaco" avrebbe confidato ai carabinieri l'uomo, cambiando la versione dei fatti fornita agli operatori del 118 nell'immediatezza dei soccorsi. Il 60enne è ancora ricoverato all'ospedale di Torrette per le ustioni a un orecchio e a una mano
martedì 26 Dicembre 2017 - Ore 17:53
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I carabinieri di Castelfidardo (foto d’archivio)

Si è inventato tutto ma i carabinieri di Castelfidardo l’avevano intuito subito perché troppi elementi nel suo racconto risultavano incongruenti. Il 60enne di Castelfidardo non è mai stato aggredito da uno sconosciuto che gli aveva lanciato acqua bollente addosso dopo aver suonato alla porta della sua abitazione, in via Gramsci. “Avevo v bevuto ed ero ubriaco” avrebbe confidato alla fine al comandante della stazione di Castelfidardo, Enrico Grossi, l’uomo che alla vigilia di Natale aveva raccontato di essere rimasto vittima della violenza inaudita e del tutto insensata. Adesso però, dopo lo sfogo con gli operatori del 118 durante i primi momenti dei soccorsi e il cambio di versione con i militari, il 60enne, disoccupato e con problemi di alcolismo, rischia una denuncia per procurato allarme. L’uomo è ancora ricoverato all’ospedale di Torrette per le ustioni che si è auto-procurato facendo cadere una pentola con l’acqua bollente su un orecchio e una mano.

Apre la porta e uno sconosciuto gli lancia un liquido bollente in volto: è caccia all’uomo

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