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Smog: ecco le cinque strade in ballo
per ospitare la nuova centralina
Rimossa quella di piazza Cavour

ANCONA – Scelte le cinque zone candidate per ospitare la seconda stazione di monitoraggio dell'aria della città, in aggiunta alla centralina "di fondo" della Cittadella. Sono tutte strade trafficate, ma tra i siti “papabili” non compaiono né il porto, né Torrette. Finora, l'unica “centralina di traffico” più vicina al capoluogo era a Fano. Dopo oltre un anno di monitoraggi disposti dalla Procura oggi è stata smantellata la centralina mobile di piazza Cavour
mercoledì 14 Febbraio 2018 - Ore 16:17
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Via Bocconi, uscita galleria del Risorgimento, uno dei siti candidati alla centralina anti smog

 

di Giampaolo Milzi

Ancona si tappa il naso per lo smog, ma ci sono funzionari dal “pollice verde” che, al contrario di qualche amministratore politico, lavorano sodo per rendere credibili i rilievi sui livelli di inquinamento in città. E finalmente, da ieri, sono noti i cinque siti dai quali verrà selezionato quello destinato ad ospitare la nuova, seconda centralina fissa di monitoraggio dell’aria che sarà attivata in zona pubblica, urbana non periferica. Ecco l’elenco, ancora non ufficializzato, che Cronache Ancona è in grado di fornirvi in anteprima, con le ubicazioni piuttosto precise: via Giannelli o immediati dintorni; rotatoria all’uscita della galleria del Risorgimento-inizio via Bocconi; il duplice asse via De Gasperi – via Giordano Bruno; tratto in alto di via Maggini verso il Pinocchio; statale 16 prima del cavalcavia by-pass della Palombella (venendo dalla stazione). C’è voluto più di un anno dal dicembre 2017 – quando la Regione Marche ha chiesto al Comune di Ancona di individuare un referente per individuare ed attivare la nuova struttura “acchiappa-smog da traffico”, da affiancare a quella “bufala”, l’unica, operativa alla Cittadella. Una farsa, quella centralina, mantenuta in funzione nel 2012, quando le altre quattro fisse di monitoraggio dell’atmosfera (via Bocconi, porto, via Conca e piazza Roma) vennero spente in combutta tra Regione e Comune causa mancanza di fondi regionali. Una bufala-farsa anche per gli addetti ai lavori, in quanto posizionata nel verdissimo e salubre parco della monumentale opera difensiva cinquecentesca, e quindi fuorviante riguardo ad un realistico quadro sullo stato di presenza media nell’aria di tutto il territorio comunale di concentrazione delle micro particelle di PM10 (le famigerate polveri sottili), diPM2.5 (ancora più microscopiche), monossido di carbonio, monossido di azoto, benzene (tanto per citare alcuni composti chimici potenzialmente cancerogeni e/o fonti di allergie e altre malattie captati da centraline da traffico-strada).

La centralina Arpam nel cuore del parco della Cittadella, ad oggi l’unica stazione funzionante

Ieri la lunga giornata della svolta, per il tavolo tecnico e le sue attività esterne, tavolo convocato nella sede dell’Agenzia regionale protezione ambientale Marche (Arpam), al quale si sono seduti per la Regione il coordinatore del pool Tommaso Lenci (della Struttura funzione tutela qualità dell’aria dipendente dall’assessorato all’Ambiente guidato da Angelo Scapichetti), l’ing. Loredana Freddari (stessa Struttura di Lenci), per l’Arpam il perito chimico Marco Salustri e per le Direzioni Ambiente e Mobilità urbana del Comune il funzionario Roberto Panariello. Dopo l’aggiornamento sugli studi effettuati e discussi nella riunione di martedì della settimana scorsa, il pool ha compiuto un sopralluogo nei cinque siti sopra indicati ed una serie di misurazioni e rilievi con un approccio tecnico di macroscala. Iniziando a confrontare gli esiti del lavoro svolto con i parametri fissati dall’allegato III del decreto nazionale 155/2019, applicativo di un altro decreto legislativo nazionale, il 152/2006, un testo quadro su disposizioni in materia ambientale che a sua volta attua la direttiva europea del 21/5/2008 su macro e micro localizzazioni di cabine di monitoraggio. La nuova stazione fissa sarà di tipo “strada”. Quella della Cittadella è di tipo inquinamento di “fondo”, e già nel gennaio scorso ha evidenziato per le PM10 ben 7 sforamenti delle soglie di sicurezza, quelle fissate dalle direttive europee a 50 microgrammi di concentrazione per metro cubo d’aria e a 35 superamenti nell’arco di un anno. Il terzo tipo di stazione, “industriale”, non è e non sarà presente ad Ancona. Ed ecco i parametri normativi da rispettare per scegliere il punto esatto dove attivare la stazione “strada” di rilevamento della qualità dell’aria: almeno 25 metri di distanza dagli incroci principali; non più vicino di 4 metri e non più lontano di 10 rispetto al bordo strada; distanza di oltre 25 metri da altri “punti atipici”, cioè caratterizzati da presenza di semafori, parcheggi, fermate di bus (in quanto interessati da flussi di traffico troppo alti rispetto alle media comunale); lunghezza del tratto strada almeno 100 metri; strada che deve essere di tipo paragonabile a quelle in aree di traffico simili, ovvero non eccessivamente gravata da veicoli in genere, o prevalentemente da tir e camion. Ai parametri delle leggi citate, il pool del tavolo tecnico ne ha aggiunto altri due: il sito prescelto per la nuova centralina non sarà in una zona capace del cosiddetto effetto “canyon-imbuto”, cioè circondata completamente da alti palazzi o strutture tali di “intrappolare” esorbitanti quantità di inquinanti; dovrà essere capace di intercettare le ricadute inquinanti del traffico proveniente sia da nord che da sud, oltre a quelle del traffico medio pesante, in buona parte legato all’uscita-entrata da e per il porto. Insomma, un lavoro molto complicato per il pool di esperti, anche considerata la complessità orografica di Ancona e il grande tipo di differenziazioni dell’apparato viario. Ciononostante il pool intende fare in fretta, altra riunione la prossima settimana.

La centralina mobile dell’Arpam in piazza Cavour, presente da dicembre 2016 (foto d’archivio)

Di nuovo intorno al tavolo, con carte topografiche e strumentazioni per esaminare nel dettaglio i dati raccolti ieri, comporre una griglia di priorità, e quindi scegliere finalemte il punto esatto della nuoca stazione di monitoraggio. Fondamentale, questa seconda stazione, anche in considerazione di due fatti. Resta incredibilmente chiuso in un cassetto quel PIA (Progetto Inquinamento Ancona) che la Giunta municipale si era dichiarata, con delibera del maggio 2017, pronta a sperimentare in città; quel PIA che era stato già redatto e presentato l’anno prima dal professor Floriano Bonifazi (allergologo ex primario di Torrette, grande esperto in materia di smog) in qualità di consulente della Regione in materia ambientale. Il quale, scaduto il suo incarico (gratuito) – e alla luce del polemico scaricabarile tra Regione e Comune proprio sull’oblio sceso sul PIA – ha minacciato di non accettarne il rinnovo, anche per non essere “complice di una politica che non decide e non tutela la salute dei cittadini”, fatto tanto più grave in quanto (lo ha ricordato all’assessore Scapichetti) “Ancona per le norme sull’inquinamento dettate dall’OMS è fuorilegge”. Già, davvero fuorilegge? Ci sono normative, anche sanzionabili penalmente, violate dagli enti locali negli ultimi anni proprio riguardo al monitoraggio dell’inquinamento ad Ancona? A proposito di tali interrogativi, proprio stamattina un segnale forte a testimoniare un passaggio fondamentale dell’inchiesta giudiziaria condotta dal pm Paolo Gubinelli: l’Arpam ha definitivamente rimosso dall’interno di piazza Cavour la centralina mobile di rilievo smog che aveva posizionato dal dicembre 2016 su ordine del magistrato, e ha iniziato a stilare la relazione di indagine.

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