Piscine negli chalet, il Comune ritira
il piano spiaggia di Palombina

ANCONA – Un altro anno perso per gli chalet del litorale nord, la Regione cambia le regole della gestione della costa e Palazzo del Popolo “congela” preventivamente il suo piano per le spiagge

 

Piano spiaggia di Palombina, il Comune ritira l’atto. Un altro anno perso per il litorale nord, che anche nella prossima stagione non vedranno novità rispetto al vecchio piano scaduto ormai nel lontano 2010. A maggio del 2017 la giunta aveva approvato il nuovo piano spiaggia, l’insieme di norme che regolano i lavori consentiti dagli stabilimenti e dagli chalet del litorale tra Ancona e Falconara. Un anno di iter, che si interrompe ora: il 20 marzo scorso la giunta ha deciso di “stoppare” il piano. Delibera revocata e procedimento sospeso. Il motivo? Entro il 2018 la Regione dovrà approvare il suo nuovo piano di gestione integrata delle zone costiere, il piano spiaggia del Comune rischia di essere già superato e di dover essere adeguato alle nuove norme regionali. Dunque si aspetta la decisione di Palazzo Raffaello prima di andare avanti. Sarà perciò ancora una stagione sospesa per gli chalet, che da tempo chiedono con forza nuove possibilità di intervento. Il piano spiaggia di Palombina infatti prevedeva l’ampliamento delle strutture balneari “fino al limite consentito dei 25 metri, prendendo atto dei fenomeni di sedimentazione che hanno notevolmente ampliato la larghezza dell’arenile”. I problemi di erosione e ripascimento infatti non sembrano toccare Palombina, anzi, lo spazio per gli ombrelloni si potrebbe allargare. Tra gli altri obiettivi del piano c’era anche la riqualificazione del percorso pedonale a ridosso della ferrovia, dei servizi igienici, dell’arredo urbano e della segnaletica, inoltre la possibilità per gli stabilimenti di avere locali cucina in comune, consentendo “per ogni concessione una struttura attrezzata comunitaria per la preparazione e conservazione di cibi, ad uso dei clienti”. Ma il punto chiave del piano erano le discusse piscine. Il piano spiaggia ricordava infatti gli “interventi di lungo periodo” presi in esame dall’Autorità d’ambito per evitare gli sversamenti in mare delle acque scure durante i giorni di pioggia. Il Comune indicava perciò “l’opportunità del piano spiaggia per assumere due semplici ma efficaci misure transitorie”. Quali? “Vasche prefabbricate di ridotte dimensioni poste fuori terra (massimo 50 mq) da mantenere stagionalmente per mitigare l’effetto dei divieti di balneazione conseguenti gli sversamenti a mare causati dagli scarichi degli scolmatori. E tutti i concessionari devono facilitare la realizzazione delle opere necessarie ad eliminare il pericolo degli sversamenti causati dagli scarichi degli scolmatori”. In pratica, aspettando che il mare sia pulito, resta il bagno in vasca. Una possibilità che ha fatto discutere, ma che non sarà realizzabile nemmeno per la prossima estate, con il ritiro del piano spiaggia di Palombina.

Piscine negli stabilimenti, approvato il piano spiaggia di Palombina

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