Sperimentazioni gestionali pubblico-privato in Sanità, Cgil, Cisl e Uil aprono al nuovo testo elaborato dalla Giunta. «Si sono fatti passi in avanti nella definizione della disciplina − affermano in una nota congiunta i segretari regionali, Daniela Barbaresi (Cgil), Sauro Rossi (Cisl) e Graziano Fioretti (Uil) −, recependo nel testo molte delle osservazioni avanzate dai sindacati». Spiegano le segreterie delle tre sigle «le valutazioni sulla pdl 145 sono sempre partite dal principio che la sperimentazione pubblico-privato fosse possibile solo non sganciando mai da questa la necessità di tutelare, qualificare e implementare la sanità pubblica nelle Marche. In questo quadro, prendiamo positivamente atto delle modifiche apportate al testo dalla Giunta regionale che ha fatto proprie alcune osservazioni, valutazioni e richieste che le organizzazioni sindacali hanno formulato in molteplici occasioni».
Quali i punti ritoccati da Palazzo Raffaello che hanno ammorbidito le posizioni dei sindacati? «Viene esplicitato che le sperimentazioni gestionali rappresentano formule organizzative straordinarie di risposta a particolari esigenze, attuabili solo dopo aver verificato che gli obiettivi individuati non siano perseguibili attraverso l’ottimizzazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie da parte delle strutture pubbliche − precisano Barbaresi, Rossi e Fioretti −, ovvero che siano esplicite le ragioni che giustificano il ricorso a nuovi modelli di gestione e nuove forme di collaborazione tra gli enti del sistema sanitario regionale e altri soggetti pubblici e privati, che gli ordinari e attuali strumenti gestionali non consentano già. Nell’area del settore privato − proseguono i segretari nella nota congiunta −, viene privilegiato il coinvolgimento delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, criterio indicato chiaramente dalla normativa nazionale e viene evitata l’estensione del campo di applicazione della legge ai servizi sociali ed educativi. Viene stabilita una garanzia per il personale pubblico che viene utilizzato nelle sperimentazioni gestionali, in via prioritaria e consensuale, sulla base di apposito protocollo d’intesa da stipularsi fra la Regione Marche e le organizzazioni sindacali, che deve disciplinare le funzioni e le modalità di inserimento di tale personale, nonché l’onere per la corresponsione del trattamento economico. Si costituisce − aggiungono ancora Cgil, Cisl e Uil − un Osservatorio delle sperimentazioni gestionali presso l’Agenzia regionale sanitaria (Ars), con il compito di monitorare periodicamente l’andamento delle sperimentazioni gestionali. Si elimina la possibilità di attivare programmi in situazioni di emergenza o per ragioni sopravvenute, che avrebbero rappresentato il riconoscimento alla Giunta regionale di impropri margini di discrezionalità».
Passi avanti, ma ancora presto per strappare il consenso dei sindacati confederali, che non mancano di sottolineare le criticità rimaste ancora irrisolte da «superare nella prossima discussione in commissione». Il primo nodo da sciogliere resta quello del Piano socio sanitario, scaduto il vecchio non è ancora pronto il nuovo. «Chiediamo pertanto che le sperimentazioni vengano avviate solo successivamente alla sua approvazione − affermano i tre leader regionali −, in modo che le sperimentazioni siano in linea con esso. Inoltre, il monitoraggio e la verifica dei risultati sono fondamentali ed è quindi importante definirne una periodicità stringente, pur nell’ulteriore riduzione della durata massima delle sperimentazioni. Ribadiamo poi − conclude la nota − la necessità che la Regione fornisca, a partire dalla relazione di accompagnamento alla legge, un quadro dettagliato sulla presenza e sulla concreta attività svolta dai gestori privati in sanità nelle Marche, illustrando anche quale ruolo di committenza pubblica voglia esercitare nei loro confronti».
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