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Ex Verrocchio, scompare l’ostello dal progetto
Diomedi e Tombolini all’attacco

ANCONA – I due candidati sindaco di M5S e centrodestra criticano l'aggiudicazione allo studio Marasca Sardellini del progetto di completamento dell'autostazione di via Flaminia. Nelle indicazioni del Comune sparisce la previsione di una struttura di accoglienza, inserita nel parcheggio per bus e auto a servizio della stazione
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Ex Verrocchio, dalle previsioni del Comune viene definitivamente cancellato l’ostello pensato da Ralph Erskine, i candidati sindaco Daniela Diomedi (M5S) e Stefano Tombolini (civiche e centrodestra) attaccano la decisione. A scatenare le critiche è l’aggiudicazione definitiva allo studio di architettura Marasca Sardellini dell’incarico di progettazione dei lavori di completamento dell’autostazione all’ex fornace Verrocchio. Dalle ipotesi del Comune per realizzare l’incompiuta sparisce la struttura ricettiva, che originariamente era stata pensata dall’architetto svedese Ralph Erskine, chiamato dalla giunta Sturani a disegnare quella infrastruttura che avrebbe dovuto liberare il centro città dai capolinea dei bus extraurbani. Nel 2003 partono i lavori, ma subito nel 2006 si bloccano per un contenzioso con la ditta appaltatrice, la Salini-Locatelli, che rivendica maggiori oneri per le opere da compiere. Tutto fermo per quasi 10 anni quando tra arbitrati, risarcimenti e battaglie giudiziarie, l’incompiuta torna nella disponibilità del Comune. Con la vittoria del bando periferie (leggi l’articolo) ci sono i 4 milioni di euro necessari per completare l’opera, ma non per realizzare la visione di Erskine. Il Comune decide di ridimensionare il progetto. Nel frattempo l’ex Verrocchio è stato un rifugio per sbandati e in attesa della nuova struttura di accoglienza ha chiuso i battenti anche il vecchio ostello della gioventù di via Lamaticci. “Ancona non ha ancora il centro intermodale non ha più un ostello. Magari gli anconetani non se ne sono accorti, ma per la nostra città è stato un altro (l’ennesimo) colpo” commenta Diomedi. “Nel 2011 l’amministrazione comunale approva una variante urbanistica perché i piani superiori dell’autostazione fossero destinati ad ostello, in considerazione della necessità dell’opera per alla città e data l’inadeguatezza di quella esistente, consultando in merito i progettisti svedesi. Immediatamente parte la ricerca di partners economici che si trovano, oltretutto particolarmente interessati (Associazione degli Ostelli Tedeschi), visto il valore dell’opera frutto di un progetto di un architetto di grandissima fama (Ralph Erskine) e della valenza turistica della nostra città – continua Diomedi -. Poi tutto tace e nulla si sa, salvo che l’ostello esistente è stato nel frattempo chiuso. Come è andata a finire? I fondi disponibili ora ci sono viene però meno la realizzazione di quel progetto – in stand by da anni e ignorato oggi – cui è preferito un altro assolutamente incoerente con il precedente e in cui l’ostello sparisce. Questa è stata, è e continuerà ad essere la “cifra” della amministrazione Mancinelli, attenzione al bene comune ed al futuro della nostra città pari a zero. L’architetto Erskine si rivolta nella tomba” conclude Diomedi. Dello stesso tono la reazione del candidato sindaco di 60100, Servire Ancona, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Udc Stefano Tombolini, che ripercorre le tappe dell’incompiuta dal primo incarico del 2001 ad oggi. “Anche la giunta della sindaca renziana uscente ci mette del suo. E lo fa come al solito senza curarsi del fatto che ancora non era e non è mai stato dato il benservito al gruppo di lavoro già convenzionato dal 2007/2008 degli architetti Giulio Pettti, Bo Svenson e Josè Cornejo Loyola già collaboratori di Erskine. Lo fa affidando la riprogettazione (costo 200 mila euro come da bando di gara) della non più autostazione Erskine allo studio Sardelllini Marasca – scrive Tombolini -. Da cinque piani si è passati a due, con delle fondazioni costose destinate a reggere più piani. Sarebbe perfino saltato l’ostello per i giovani. Ma addirittura dall’esame delle nuove esigenze manifestate dal complesso mondo del trasporto pubblico sono stati tagliati fuori i contributi operativi sia di Conerobus che di M&P parcheggi. Ad oggi – conclude Tombolini -, resta solo la concreta possibilità che si arrivi ad un altro contenzioso legale. Insomma, al di là dell’appartenenza politica, direi che per l’ex Verrocchio è arrivato il momento di mettersi attorno ad un tavolo e parlare. Per capire e per spendere al meglio i finanziamenti pubblici a disposizione. Fermo restando che comunque la disponibilità di un ostello nella città è e resta un obiettivo prioritario. Con tempi brevi perché la città ha bisogno dei giovani ed i giovani hanno bisogno della città. La mia giunta questo farà, nell’unico interesse della comunità”.

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