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Il ministro Bussetti a Macerata:
«C’è voglia di ripartire dalla scuola»

ISTRUZIONE - E' stato accolto dai rettori degli atenei marchigiani: «Lavorerò a contatto con il territorio». Polemica sulle classi nei Comuni del cratere, Filisetti dell'Ufficio scolastico regionale precisa: «Non c'è stato nessun taglio»
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di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

«Il mio intento è operare viaggiando sul territorio, ascoltando prima di tutto le persone, analizzando i problemi e poi disponendo tutto quello che è necessario per trovare delle soluzioni che favoriscano l’offerta formativa sia scolastica che universitaria». Il ministro dell’istruzione Marco Bussetti a Macerata. Arrivato al rettorato di Unimc, il ministro è stato accolto dai rettori degli atenei marchigiani, Francesco Adornato, Claudio Pettinari, Sauro Longhi e Vilberto Stocchi. «Ho pensato di venire in questa zona colpita dal sisma – ha detto Bussetti -, che ha sofferto molto negli ultimi tempi per dare un segnale di presenza dello Stato, presenza della scuola e voglia di ripartire. E la scuola c’è da dire che ha fatto già molto. Per questo sono venuto anche a ringraziare sia gli operatori scolastici che anche tutti gli studenti che oggi sono impegnati negli esami di Stato». Anche se sui temi della prima prova non commenta perché «non mi appartengono – dice il ministro -, sono state già determinate prima. Spero che piacciano ai ragazzi».

Marco Ugo Filisetti

Presenti anche il deputato leghista Tullio Patassini, il prefetto di Macerata Roberta Preziotti, Marco Ugo Filisetti dell’Ufficio scolastico regionale e una delegazione di insegnanti e genitori della provincia accompagnate dal sindacalista della Cgil Daniel Taddei, oggi intervenuto a titolo personale. Sul tavolo di oggi infatti anche il punto sulle classi nel cratere, al centro di un vivo dibattito per il mantenimento dell’organico anche se gli alunni, a causa dello spopolamento dovuto al sisma, in alcuni plessi sono diminuiti. Un problema che è valso anche una protesta guidata dai sindacati sabato scorso. E sul quale oggi Filisetti risponde, almeno per quanto riguarda le classi. «I numeri sono numeri – dice il direttore dell’Ufficio scolastico regionale -, poi ognuno può dire quello che vuole. Di tagli non ce ne sono. Le classi sono mantenute, anzi sono aumentate di una. Abbiamo confermato le stesse classi nell’area del cratere, pur con una riduzione in media di 640 alunni. Che è comunque fisiologica su oltre 40 mila studenti. Quindi nessun taglio, anzi. Il rapporto alunni-classe è leggermente migliorato. Lo stesso vale per tutta la Regione dove le classi sono rimaste invariate pur a fronte di una perdita di circa 3.500 studenti in tutta la Regione. Ieri ho anche incontrato i sindacati e abbiamo riferito i dati. Quindi non comprendo la protesta. Anche perché si lamentano di dati prima ancora di averli». Eppure qualcuno insiste che qualche classe manca ancora all’appello. Ad esempio Manuela Adrubau, presidente del Consiglio d’istituto del Tacchi Venturi di San Severino, dice che «da noi non è stata concessa una prima media su cinque. Chiediamo al ministro di poter rivalutare la situazione e concedere questa quinta classe». Dopo l’incontro con i rettori per fare il punto sul sistema universitario regionale, il ministro ha incontrato anche il sindaco di Macerata Romano Carancini e una delegazione di insegnanti di sostegno della provincia, a Macerata per parlare dei problemi dovuti alle politiche occupazionali della Regione. «La Regione ha deciso che il 60 percento dell’organico di diritto resta tale, il restante 40 percento passa a organico di fatto, quindi non siamo più titolari di cattedra – spiega Milena Soverchia, che insegna al Bramante Pannaggi -. Ci troviamo a essere sovrannumerari, quando la legge di Bilancio invece dice proprio l’opposto. E i nostri posti li prenderanno i supplenti. È un atto illegale e succede solo nelle Marche».
Il ministro nel pomeriggio sarà a Tolentino, nell’auditorium del liceo Filelfo.

(servizio aggiornato alle 14,50)

Il ministro Bussetti con il rettore Adornato e il deputato Patassini

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