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Si sente male in tribunale,
salta l’interrogatorio del pusher
del clan dello spaccio

ANCONA - Niente confronto con il gip Antonella Marrone per l'albanese Ervis Gjyshi, considerato dagli inquirenti il fornitore della cocaina che passava nelle mani di parte dei componenti della famiglia rom degli Spinelli. L'uomo è stato soccorso questa mattina dall'automedica e dalla Croce Gialla. Possibile che dietro possa celarsi un attacco di panico
venerdì 21 settembre 2018 - Ore 15:34
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La Croce Gialla in tribunale

 

Si sente male in tribunale: slitta l’interrogatorio per Ervis Gjyshi, il 35enne albanese arrestato all’alba di mercoledì mattina con l’accusa di essere uno dei membri del clan di rom raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere dopo le indagini portate avanti dalla Squadra Mobile. Alle 11 di questa mattina, per l’uomo – l’unico estraneo ai legami parentali dell’associazione, basata sull’appartenenza alla famiglia Spinelli – doveva esserci il faccia a faccia con il gip Antonella Marrone. Poco prima di essere tradotto in aula dalla Polizia Penitenziaria, lo straniero ha però accusato un malore, accasciandosi nei pressi della torre C. L’altoparlante del tribunale ha subito richiesta la presenza di un medico all’interno del Palazzo di Giustizia. A rispondere alla chiamata, il dottor Marco Valsecchi dell’Istituto di Medicina Legale di Torrette che, in quel momento, si trovava in procura. Sul posto sono poi anche giunte l’automedica del 118 e un’ambulanza della Croce Gialla. Sembra che Gjyshi possa aver accusato un attacco di panico. Per lui, trasferito al pronto soccorso di Torrette, l’interrogatorio è slittato. Si è invece tenuto quello di Ylli Sullaku, albanese sposato con Patrizia Spinelli, anche lei colpita dall’ordine restrittivo e ora relegata ai domiciliari. Difeso dall’avvocato Elisa Gatto, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Domattina, al tribunale di Pesaro, si svolgeranno gli interrogatori per altre tre rom: le due Sonia Spinelli e Romina Buonora.

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