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«Taser ai vigili e corsi di autodifesa»,
sindacati contro il Comune
dopo l’aggressione ai due agenti

ANCONA - Ugl, Fp Cisl e Sulpl esprimono solidarietà ai due vigili urbani feriti e chiedono la modifica del regolamento del corpo di polizia locale di Ancona per poter dotare il personale di strumenti di difesa. «Impossibile garantire la sicurezza se i primi ad essere in pericolo sono coloro che dovrebbero garantire l'incolumità delle persone»
martedì 23 Ottobre 2018 - Ore 13:05
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L’aggressione di ieri ai danni di due agenti della polizia municipale di Ancona

 

Dotare di armi, in particolare il taser i vigili urbani e formarli adeguatamente all’autodifesa. È quanto chiedono i sindacati Ugl, Cisl e Sulpl dopo l’aggressione di ieri pomeriggio (22 ottobre) ai danni di due agenti della polizia municipale e di alcuni passanti – tra cui un autista Conerobus – tra piazza Cavour e corso Garibaldi ad Ancona.

Attacca l’amministrazione comunale l’Ugl: «È semplicemente scandaloso che Ancona, capoluogo di Regione, non disponga di un corpo di polizia locale dotato di strumenti di difesa (armi), formazione di autodifesa, dispositivi di protezione individuali (dpi), divise invernali (soprattutto per i neo assunti stagionali) e nuovi segni distintivi (gradi). Abbiamo − prosegue la sigla sindacale − già denunciato la poca formazione e dotazione di strumenti operativi di difesa, come pure il trasformato contesto socio-culturale con problemi legati alla percezione di insicurezza, ma alla luce di quello che è accaduto, sembrerebbe che per questa amministrazione, le priorità sono altre. Non si può e non si dovrebbe mandare allo sbaraglio “vite umane” senza avere la piena consapevolezza che il ruolo della polizia locale e i diversi tipi di interventi sul territorio sono cambiati». Il sindacato autonomo torna così a chiedere la dotazione di «taser, abbinato ad una specifica formazione. Questo avrebbe sicuramente permesso di gestire in sicurezza e professionalità una situazione complessa come quella accaduta oggi (ieri, ndr). Come si può fare sicurezza se chi la dovrebbe garantire opera egli stesso non in sicurezza? Come recita l’art. 2087 del codice civile: “è fatto obbligo al datore di lavoro di adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e personalità morale dei lavoratori”. Siamo sicuri che si sta facendo tutto il possibile per garantirlo? L’Ugl − conclude il sindacato − chiede l’immediata modifica del regolamento del corpo di polizia locale di Ancona al fine di poter dotare gli operatori, il prima possibile di strumenti di difesa, per operare e dare sicurezza. Infine esprimiamo piena solidarietà ai colleghi ai quali offriamo la nostra totale assistenza e tutela».

Solidarietà ai due agenti aggrediti anche dalla Fp Cisl che chiede un confronto immediato con l’amministrazione anche per discutere della possibilità di dotare i vigili urbani di taser. «Un confronto necessario sulla sicurezza degli agenti che sempre più spesso devono affrontare problematiche di ordine pubblico a “mani nude”».

Ribadisce la necessità di far adottare alla polizia municipale «dispositivi diversificati: arma, distanziatore, taser» il Sulpl. «Se la persona fosse stata armata cosa sarebbe successo? Se avesse avuto un coltello? Probabilmente gli intervenuti e i cittadini non avrebbero riportato ferite guaribili in 7 giorni ma non sarebbero tornati a casa dalle loro famiglie. È compito del dirigente e del sindaco abbattere la percentuale di rischio insita nel nostro lavoro e nei nostri interventi così da risultare più efficaci ed efficienti nel nostro lavoro quotidiano. Chiediamo a gran voce − prosegue la sigla sindacale − l’assegnazione agli agenti del corpo della polizia locale di Ancona di tutti gli strumenti previsti dalla legge, in primis l’arma e contestualmente la partecipazione alla sperimentazione nazionale del taser. Si ritiene, inoltre, necessaria la creazione di giornate dedicate alla formazione all’autodifesa di ogni appartenente al corpo in modo organico e continuativo durante l’anno. Non si deve dimenticare che noi “impiegati comunali” siamo agenti di polizia giudiziaria ed agenti di pubblica sicurezza e occorre, ancora una volta, ricordare che il nostro lavoro è svolto prevalentemente in strada a stretto contatto con le persone in una città che è tutt’altro che tranquilla senza essere armati. Ancona è l’unico capoluogo di regione in Italia ad avere la polizia municipale non armata».

 

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