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Aggressione a un pittore
per rubagli la tela:
scippatore condannato e scarcerato

ANCONA - Due anni di reclusione la pena inflitta a un 20 tunisino finito a giudizio con l'accusa di rapina aggravata. Questa mattina, il collegio penale ha derubricato il reato in furto con strappo. Già condannato il presunto complice in abbreviato. L'episodio si era verificato lo scorso 13 marzo lungo corso Garibaldi
mercoledì 24 Ottobre 2018 - Ore 16:25
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La polizia in corso Garibaldi all’epoca del fatto

 

Due anni di reclusione e revoca della misura cautelare in carcere. Questa la sentenza stabilita questa mattina dal collegio penale nei confronti di un 20enne di origine tunisina, arrestato lo scorso marzo dalla polizia dopo una bagarre scoppiata lungo corso Garibaldi dove era rimasto vittima un corniciaio. Il giovane era finito a giudizio con l’accusa di rapina aggravata, ma i giudici hanno derubricato il fatto a furto con strappo. Dopo sette mesi passati a Montacuto, inoltre, è stata stata stabilita la scarcerazione per il 20enne, assistito dagli avvocati Annalisa Marinelli e Michele Magistrelli. Il verdetto verrà appellato. Già condannato, ma con rito abbreviato, l’amico del tunisino, anche lui arrestato per rapina all’epoca dell’aggressione. La pena stabilita dal gup era pari a tre anni e mezzo di reclusione. Stando a quanto emerso, i due imputati avevano preso di mira la vittima mentre passeggiava con il suo assistente. Sotto braccio teneva una tela. Sarebbe stato il quadro ha ingolosire la coppia, tanto da spingerla  strattonare il pittore e il suo dipendente. Nel caos era intervenuto anche un finanziere fuori servizio, raggiunto da un colpo al volto. I testimoni che hanno via via sfilato in udienza hanno delineato un quadro complesso da ricostruire, soprattutto nell’attribuzione dei colpi scagliati da un imputato piuttosto che da un altro. Il tunisino si è sempre difeso sostenendo di essere intervenuto nella bagarre iniziata dall’amico solo in un secondo momento. Il suo obiettivo era quello di sedare la situazione.

Rapina lungo corso Garibaldi: in carcere i due aggressori

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