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Alluvione di Senigallia,
la burocrazia ferma il processo:
400 vittime pronte a chiedere i danni

TRIBUNALE - Notifiche nulle e altri intoppi tecnici hanno fatto rinviare l'udienza preliminare che si è tenuta questa mattina di fronte al giudice Francesca De Palma. Presenti un manipolo di alluvionati. Sono circa 400, tra persone fisiche, attività commerciali e condomini, le richieste di costituzione di parte civile. Verranno formalizzate il 25 febbraio
lunedì 12 Novembre 2018 - Ore 16:08
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L’alluvione del maggio 2014

 

Stoppato ancora prima di cominciare. È il procedimento penale nato dall’inchiesta sull’alluvione di Senigallia, dove otto persone – tra cui l’attuale sindaco Mangialardi e l’ex Angeloni – rischiano di finire a processo per il disastro avvenuto nel maggio 2014, quando gli argini del Misa crollarono per inondare la città e i borghi vicini. Questa mattina si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gup Francesca De Palma ma nulla è stato deciso in merito a possibili rinvii a giudizio o proscioglimenti.

L’aula durante l’udienza preliminare

A bloccare ogni azione del giudice sono state due notifiche nulle fatte pervenire agli indagati. Mancherebbe all’appello anche lo svolgimento di un interrogatorio chiesto da uno degli otto finiti sotto la lente della procura dopo la chiusura delle indagini e mai svolto. Non c’è stato neanche spazio per la presentazione delle richieste di costituzione di parte civile di tutte quelle persone che hanno subito danni fisici, materiali o morali a causa dell’alluvione. Trecentonovanta di queste si sono raggruppate nell’Unione Nazionale Consumatori, rappresentata dall’avvocato Corrado Canafoglia. Conteggiano un danno complessivo di quasi 28 milioni di euro. Tra le parti offese figurano anche gli eredi di tre vittime dell’alluvione, un condominio e ventuno aziende. Otto parti lese sono rappresentate dall’avvocato Roberto Paradisi: sei persone fisiche, un pub e un albergo situato sul lungomare di Senigallia. I danni calcolati sfiorano un milione di euro. All’udienza hanno partecipato una decina di alluvionati. Quasi tutti assenti, invece, gli indagati. Era solamente presente Libero Principi, ingegnere e funzionario della Regione assistito dall’avvocato Francesca Petruzzo. I reati contestati dal pool di pm composto da Irene Bilotta, Rosario Lioniello e Ruggiero Dicuonzo vanno, a vario titolo, dall’omicidio colposo plurimo, al disastro colposo, all’abuso d’ufficio, passando per l’inondazione colposa e omissione d’atti d’ufficio. La prossima udienza è stata fissata per il 25 febbraio 2010. Tra i più bersagliati dalla procura c’è il sindaco Maurizio Mangialardi, assistito dal legale Marina Magistrelli: «Dispiace il rinvio di 3 mesi per piccoli errori tecnici. Il sindaco è sotto processo dal 2014 e vi assicuro che non dovrebbe essere una sensazione piacevole, tanto più se sai che non hai fatto nulla, anzi sai – come il sindaco Mangialardi – di aver lavorato giorno e notte per la tua città. La prossima udienza si terrà alla fine di febbraio e lì poi verrà verificata la richiesta di costituzione di parte civile. Quindi, anche la prossima volta, un altro rinvio necessario.  Abbiamo una gran voglia di discutere a dibattimento».

(Fe.ser)

(foto Giusy Marinelli)

Alluvione di Senigallia, fissata l’udienza preliminare: tremano in otto

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