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Svastiche e atti vandalici
a Fontemagna,
denunciati i writers pentiti

OSIMO - Le scuse esternate al sindaco dopo i danneggiamenti scoperti lo scorso 28 ottobre, il ravvedimento e il ritorno sull'area archeologica per ripulirla non sono bastati per evitare la denuncia d'ufficio per il reato di deturpamento di monumenti storici. La polizia ha infatti accertato che i 6 studenti osimani, tutti tra i 14 ed i 15 anni, hanno insozzato di vernice soprattutto l'antica cisterna romana dove Pompeo abbeverò i suoi cavalli
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Il commissariato di Ps di Osimo

 

Avevano imbrattato di vernice una panchina e la cartellonistica dell’area archeologica di Fontemagna di Osimo, disegnando svastiche e varie volgarità. Il giorno dopo la scoperta dei fatti avvenuta lo scorso 28 ottobre, i giovanissimi writers si erano pentiti dell’atto vandalico. Insieme ai genitori avevano incontrato il sindaco Pugnaloni a palazzo comunale per chiedere scusa e una settimana dopo, proprio per sottolineare il loro ravvedimento, erano tornati con gli operai e i tecnici del Comune di Osimo sulla ‘scena del crimine’ per ripulire la panchina e la cartellonistica sporcate.

L’antica fonte romana di Osimo

A distanza di appena due settimane, è arrivato il colpo di scena. Dopo approfondite indagini, sei di loro, tutti studenti osimani tra i 14 e 15 anni, sono stati denunciati d’ufficio e in stato di libertà, dagli agenti del Commissariato di Ps di Osimo per danneggiamento e deturpamento al patrimonio archeologico e storico nazionale. Un reato punito dal Codice penale con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda non inferiore a 2.065 euro. I 6 adolescenti infatti non hanno colorato con le bombolette spray solo la panchina e la cartellonistica del sito archeologico. Dalle indagine è emerso che hanno insozzato di vernice colorata anche Fonte Magna, l’antica cisterna romana dove si narra che Pompeo Magno, inseguito fino ad Osimo da Giulio Cesare durante la guerra civile, abbia fatto abbeverare i suoi cavalli.

La panchina imbrattata nell’area archeologica di Fontemagna

Avendo già compiuto 14 anni, i 6 osimani, tutti di nazionalità italiana, sono imputabili  sotto il profilo penale mentre i loro genitori sono responsabili dell’eventuale risarcimento danni in sede civile, in parte già versato al Comune. L’atto di pentimento e l’essere tornati a ripulire l’area (non la fonte storica che dovrà essere restaurata) certo potrà rivelarsi un argomento utile ai loro avvocati nel confronto con la Procura del Tribunale dei Minori delle Marche, per chiedere al giudice di astenersi dal pronunciare una condanna, sempre che si arrivi ad un rinvio a giudizio. A distanza di settimane dall’accaduto, grazie alle indagini della Polizia.  è stata anche fatta chiarezza su come si sarebbero svolti i fatti.

Il vice questore Giuseppe Todaro

Dopo il sopralluogo e i rilievi gli uomini del vice questore Giuseppe Todaro hanno però accertato che nel pomeriggio di sabato 27 ottobre una decina di ragazzini over14 si sarebbe incontrata in piazza, per poi dirigersi sull’area archeologica di via Fontemagna. Due di loro, già dotati di 4-5 bombolette spray (comprate in precedenza) avrebbero invogliato e trascinato gli altri a spruzzarle sul monumento, sulla panchina e sui cartelli con la legenda storica. Quattro dei presenti, forse succubi delle dinamiche di gruppo, li avrebbero seguiti e con le bombolette in mano avrebbero iniziato a imbrattare uno dei simboli della storia di Osimo e gli arredi circostanti. I restanti quattro invece, avendo  intuito che quel gesto era inopportuno e sbagliato, si sarebbero dissociati andandosene  via. Gli ispettori avrebbero, quindi, rilevato anche una diversa gradualità nelle responsabilità collegate all’azione.

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