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Professore ucciso a coltellate,
Dimasi condannato anche in appello

ANCONA - Sedici anni di carcere per l'ex muratore calabrese accusato di aver scagliato 24 fendenti contro il nuovo compagno dell'ex moglie - Alessandro Vitaletti - il 28 gennaio del 2017, in via Buozzi, a Sassoferrato. Ora, rimane solo la Cassazione
martedì 8 Gennaio 2019 - Ore 10:04
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Sebastiano Dimasi (a sinistra) e la vittima Alessandro Vitaletti

 

Omicidio di Sassoferrato, Sebastiano Dimasi condannato anche in secondo grado. La Corte d’Appello ha confermato per il calabrese, ex muratore, la pena di 16 anni di reclusione inflitta dal gup Paola Moscaroli lo scorso gennaio. L’uomo, 56enne, era finito in manette con l’accusa di aver accoltellato a morte Alessandro Vitaletti in via Buozzi, di fronte al bar dello Sport. Era il 28 gennaio 2017. Il professore, che aveva intrecciato una relazione con l’ex moglie dell’imputato, era stato ferito da 24 fendenti. Fatali i colpi all’addome e al petto. Avevano lasciato morire il docente dissanguato lungo la strada e fatto scappare per le campagne tra l’Umbria e e Marche il 56enne, catturato a Perticano (provincia di Perugia) dopo una caccia all’uomo durata circa 24 ore. L’arma del delitto non è mai stata ritrovata e l’imputato anche in appello ha smentito di aver portato con sé un coltello il giorno della tragedia. La difesa, del resto, ha sempre sostenuto come non fosse stato il calabrese a innescare il litigio finito in tragedia. In primo grado, il pm aveva chiesto 30 anni di reclusione considerando la contestazione della premeditazione. L’aggravante era stato poi fatto cadere dal giudice, attenuando l’esito della sentenza. All’origine del delitto – secondo l’accusa – il risentimento e la gelosia provati da Dimasi nei confronti dell’uomo che si era avvicinato all’ex moglie.

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