
Foto d’archivio
«Ti faccio passare un brutto quarto d’ora». E’ questo il modo di dire che ha portato un 65enne anconetano ad affrontare un doppio processo per minacce nel giro di sette mesi. A spingerlo in un’aula di tribunale è stata una donna di 50 anni a cui l’imputato si era rivolto con uno dei detti più conosciuti nel lessico comune. In prima battuta, l’uomo è stato condannato dal giudice di pace al pagamento di un multa di 200 euro e a risarcire la vittima con 300 euro. La sentenza è stata confermata ieri mattina dal tribunale di corso Mazzini, a cui l’imputato si era rivolto per chiedere una revisione del verdetto emesso nel giugno dello scorso anno. Ora, non è detto che il 65enne – difeso dall’avvocato Andrea Rossolini – non possa rivolgersi addirittura ai giudice della Corte di Cassazione affinché valutino il tono minatorio del modo di dire. Stando a quanto ricostruito, la frase era stata rivolta alla 50enne durante una lite avvenuta nell’estate del 2015 a Marina Dorica. All’orgine del contenzioso ci sarebbe stata una diatriba legata alla compravendita di una barca. La donna si era subito rivolta alle forze dell’ordine per denunciare il 65enne. Davanti al giudice di pace aveva chiesto un risarcimento di 10 mila euro.
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