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Jesi si conferma ‘No tax zone’
per chi apre un’attività

INCENTIVI - Concessi anche quest'anno 20mila euro di contributi a compensazione delle imposte comunali da versare nei primi tre anni (tassa rifiuti, imposta pubblicità, Tosap Tasi e Imu se dovute)
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Jesi si conferma “no tax zone” per chi intende aprire una nuova attività. È stato infatti pubblicato con scadenza 28 febbraio il relativo bando riservato ai nuovi esercizi commerciali o artigianali avviati nel corso del 2018. Attraverso tale strumento vengono concessi contributi a compensazione delle imposte comunali da versare nei primi tre anni (tassa rifiuti, imposta pubblicità, Tosap Tasi e Imu se dovute). Attenzione particolare viene posta al centro ed ai borghi storici. Ma con oltre 20 mila euro di risorse stanziate, l’obiettivo è quello di ammettere al beneficio tutte le attività in graduatoria, così come avviene regolarmente dal 2014, anno in cui il Consiglio comunale ha introdotto questa opportunità che l’aveva posta in primo piano in ambito regionale.

I contributi, come noto, sono riservati alle nuove attività costituite da ditte individuali, alle società di persone, alle srl anche unipersonali. Relativamente alle imprese artigiane, l’avviso è riservato alle attività di produzione di propri beni, compreso l’artigianato artistico e l’artigianato nel settore alimentare (pizzeria, rosticceria, pasta fresca, ecc.).
In graduatoria il punteggio maggiore (60 punti) è attribuito alle attività ubicate in centro o nei borghi storici così come individuati dal piano regolatore, nel rispetto dell’obiettivo di favorire le nuove attività di vicinato nei quartieri più datati. Vengono tenute in considerazione con punteggi significativi (15 punti) le attività presentate da donne o giovani fino a 35 anni, ma anche (12 punti) quelle di soggetti disoccupati da almeno 12 mesi.

Il contributo, come noto, è pari a 500 euro l’anno per tre anni, calcolato su una stima di quello che potrebbe essere il gettito locale. Secondo le stime dell’Area Servizi Finanziari, le risorse stanziate dovrebbero comunque anche questa volta essere sufficienti per coprire tutte le domande che verranno correttamente presentate, indipendentemente dal quartiere dove le attività sono ubicate. Nel 2017 le domande ammesse a contributo sono state una decina, vale a dire tutte quelle che erano state presentate nelle forme dovute.

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