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Pippo Bar e gli altri:
la stretta sulla movida dorica
finisce in Consiglio comunale

ANCONA – La sospensione delle attività per 15 giorni per il locale di via Sparapani dovuta ad uno sforamento di 45 minuti nell'orario di chiusura la Viglia di Natale, e i controlli che hanno portato alla chiusura temporanea di Sui e Mood sono stati oggetto di due interrogazioni dei consiglieri Rubini (Aic) e Berardinelli (Fi): «Così si rischia di uccidere il settore». Questo sabato, nuovo sopralluogo al Mood. Depositata la richiesta di una seduta aperta sulla "questione movida" a palazzo degli Anziani
giovedì 7 Febbraio 2019 - Ore 17:22
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Pippo Bar, Mood, Sui e Santa Monica. Ognuno per motivi diversi, ma tutti finiti sotto la lente d’ingrandimento di Polizia Municipale, Comune e Forze dell’Ordine, in una stretta sulla movida in parte, probabilmente. legata ai tragici eventi della Lanterna Azzurra, ma in parte sintomo di «un approccio perfetto per finire di uccidere un settore che è già in forte difficoltà in questa città». La pensano così i consiglieri comunali Francesco Rubini (Altra Idea di Città) e Daniele Berardinelli (Forza Italia), che oggi hanno portato la questione dell’intrattenimento notturno sui banchi di palazzo degli Anziani, mentre su richiesta dello stesso Rubini e dei consiglieri Angelo Eliantonio (Fdi) e Gianluca Quacquarini (M5s) – sottoscritta poi da tutti i capigruppo – è stata proposta una seduta aperta del Consiglio sul tema «movida, vita notturna e intrattenimento».
A fare da apripista al dibattito, l’ordinanza comunale del 29 gennaio che ha sospeso per 15 giorni le attività del Pippo Bar di via Sparapani in seguito all’intervento della Questura, lo scorso 24 dicembre, per uno sforamento dell’orario di chiusura di 45 minuti (alle 23:45 c’erano ancora 40 avventori, si legge nel verbale della Questura). Un locale «oggettivamente nell’occhio del ciclone – secondo Rubini – e che da mesi riceve un attenzionamento forse esagerato, nella misura in cui non si hanno notizie pubbliche di contestazioni che vanno sul penale o violazioni di legge, ma eventualmente di limitate violazioni amministrative».
A ricostruire le tappe della vicenda in Aula, il vicesindaco Pierpaolo Sediari, secondo cui «l’ordinanza si è resa necessaria perché la Questura è stata chiamata dai cittadini che abitano nelle zone limitrofe al bar per musica ad alto volume e presenza di numerose persone – nel verbale c’è scritto “moleste” – oltre l’orario consentito. Orario che lo stesso esercente Pierpaolo Orlandini – ricorda sempre Sediari – si era impegnato in precedenza a rispettare, non effettuando più attività di intrattenimento musicale che potevano arrecare disturbo ai residenti del quartiere e alla quiete pubblica in generale». Impegno che era scaturito da una precedente ordinanza di limitazione di orario, contestata al fine di poter prolungare l’orario di apertura. «Già nel maggio 2018 – è sempre Sediari a ripercorrere le vicissitudini dello sfortunato bar – c’era stato un provvedimento (sempre su una reiterata chiamata, da parte dei residenti, della Polizia Municipale e delle Forze dell’Ordine) da cui era scaturito un provvedimento con il quale l’esercizio veniva limitato nell’apertura dalle 6:30 alle 20 per tutti i giorni della settimana». Con una nota presentata all’amministrazione comunale – e andando di persona nei nostri uffici – Orlandini ha però chiesto la sospensione del provvedimento o, in subordine, la modifica dell’orario imposto. «Una contestazione accettata, che ha portato alla modifica dell’orario di apertura, consentita dalle 6:30 alle 23. Dal verbale della Questura – sottolinea però Sediari –, risulta che, alle 23:45 del 24 dicembre erano presenti in totale circa 40 avventori e non c’era Orlandini presente, ma un’altra persona che si qualificava come responsabile del locale e riferiva che per la stessa serata era stata chiesta ed ottenuta dal Comune una deroga per poter posticipare l’orario di chiusura, cosa che non ci risulta. Nella reiterazione di un comportamento già sanzionato nel maggio 2018 – conclude la ricostruzione il vicesindaco –, si è disposta con ordinanza la sospensione per 15 giorni».

Il Mood Club

Spiegazione che non ha convinto i due interroganti e, secondo Berardinelli, il problema «non riguarda solo il Pippo Bar». I riflettori sono infatti stati accesi anche sulla chiusura temporanea di Sui e Mood, le uniche due discoteche cittadine. La scorsa settimana, la commissione di vigilanza composta da Comune, Vigili del Fuoco e Asur ha effettuato dei sopralluoghi al Sui, mentre martedì è toccato al Mood: sarebbero state riscontrate irregolarità e quindi sono state fatte delle prescrizioni a cui i proprietari dovranno ottemperare per poter riaprire. «Questo perché – spiega sempre Sediari – non avevano l’autorizzazione per esercitare in quanto c’era in corso il trasferimento dei subentri e non erano ancora stati autorizzati, quindi c’era un esercizio abusivo dell’attività. Quindi si è dovuto cercare di mettere ordine». Questo sabato ci sarà nuovo sopralluogo al Mood.
L’ultimo tassello riguarda infine il Santa Monica, «un’attività al servizio degli impianti sportivi per la quale, quindi, ci vogliono una serie di autorizzazioni diverse. Se ci sarà una richiesta di confronto con questi gestori, attraverso tutte le azioni amministrative dovute, cercheremo di far diventare questo bar non solo attività accessoria, ma bar uguale agli altri», conclude Sediari.

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