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Ex Dreher, demolizione bloccata
da un muro antico
a pochi giorni dall’avvio

ANCONA – Il cantiere è già di nuovo in stand by. L'assessore Foresi: «Comune e Soprintendenza devono fare le dovute verifiche, speriamo di ripartire tra una decina di giorni. Intanto però rimuoveremo le macerie»
mercoledì 27 Febbraio 2019 - Ore 21:51
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L’allarme è stato lanciato oggi dai residenti dell’area vicina al cantiere di demolizione dell’ex birrificio Dreher, dove da ormai un paio di giorni aleggiava uno strano silenzio. Le ruspe della ditta abruzzese Artedile di Tomei Piergiorgio S.r.l – per la quale il Comune ha determinato, solo il 20 febbraio scorso, l’erogazione di un anticipo di circa 82 mila euro sull’importo contrattuale per la demolizione, che ammonta a 372.387 euro in totale – sono state messe in stand by dal rinvenimento di un muro antico durante i lavori. A renderlo noto è l’assessore alle Manutenzioni, Stefano Foresi: «Il cantiere è al momento interrotto e Comune e Soprintendenza dovranno fare le dovute verifiche. Speriamo di poter ripartire in una decina di giorni. Intanto però, rassicuriamo i residenti che le macerie verranno rimosse nel frattempo». La fine dei lavori era stata calendarizzata per il 6 aprile, ma ora è probabile che i tempi siano destinati a dilatarsi. Già durante la bonifica del sito dall’amianto, erano emerse due arcate in muratura tipiche, secondo i tecnici, delle bocche di alimentazione del fuoco delle antiche fornaci. La genesi del new deal dell’ex Dreher risale al lontano dicembre 2016 quando, con delibera di giunta, venne approvato il progetto definitivo di smantellamento del complesso edilizio. Poi, come spesso accade, tra gare, assegnazioni ed effettiva partenza dei cantieri, i tempi si dilatano a dismisura. Contestualmente, si sono intanto studiati i progetti di riqualifica dell’area e, con una delibera Cipe del 1 dicembre 2016 per il recupero dell’ex Dreher, veniva garantito un impegno economico di 850 mila euro da parte del ministero dell’Ambiente e della Regione (rispettivamente, 700 mila e 150 mila euro). L’intero piano di restyling è poi confluito nel progetto elaborato per l’ormai famoso Bando periferie – i cui fondi sono stati ripristinati nella legge di bilancio 2019, dopo la battuta d’arresto di agosto segnata dal decreto Milleproroghe – e che prevede la riqualificazione paesaggistico-ambientale del complesso industriale, da trasformare in nuovo ingresso al parco della grande frana per un investimento da 1,3 milioni di euro (938.985 euro del bando governativo e 361.015 dei fondi frana) e un tempo di esecuzione dei lavori stimato in poco meno di tre anni. Lo sblocco definitivo dei fondi del bando periferie resta però in attesa nuova convenzione tra Comune e Presidenza del Consiglio prevista nei prossimi mesi.

(Ma. Mar.)

Ex birrificio Dreher, partita la demolizione in attesa della riqualifica

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