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Vicolo della Serpe, operazione pulizia:
rimossi quintali di rifiuti

ANCONA - Intervento del Noe, dell'amministrazione comunale e degli operatori dell'azienda “Spazio Verde 2003” per bonificare l'area
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Vicolo della Serpe dopo l’operazione pulizia

 

di Giampalo Milzi (foto Giusy Marinelli)

C’è voluto “l’arrivano i nostri”, per sanare la eco-piaga di rifiuti di ogni tipo, molti ingombranti e alcuni speciali, che per mesi ha “appestato” la vita di due nuclei familiari residenti in una palazzina di alloggi popolari all’inizio dello storico vicolo della Serpe ad Ancona, vicino al residence “Vanvitelli”.

Dopo l’sos lanciato da un report di Cronache Ancona il 26 giugno (leggi l’articolo), l’attivazione del Noe e la decisiva regia dell’amministrazione municipale, in una giornata della settimana scorsa gli operatori dell’azienda “Spazio Verde 2003” hanno rimosso quintali e quintali di materiali. Alcuni esempi? Cataste di legname, ferraglia e cartonati, elettrodomestici, letti, divani, biciclette mezze scassate con relative ruote di scorta, stracci, bottiglie di plastica, stoviglie, perfino un frigo da bar, oltre a quattro bombole di gas. Il tutto abbandonato nel cortile, all’aperto, e in una specie di capanno-magazzino che ne costituisce la prosecuzione, attigui all’appartamento disabitato da un pezzo al piano terra di una palazzina di proprietà del Comune ma concessa in gestione all’Ente regionale per l’abitazione pubblica (Erap). Ente che ha la competenza della manutenzione di tutta l’area dell’immobile – in pieno centro storico, a due passi da via Saffi e dal porto – ma che, nonostante pare fosse a conoscenza di questa specie di favela da terzo mondo, martoriata da gravissime condizioni igieniche, non si era mai dato da fare.

“Arrivano i nostri”, va sottolineato. Il 5 luglio è stata protocollata in Comune e smistata alla Direzione pianificazione urbanistica e alla sezione municipale Ambiente la perentoria lettera di posta elettronica certificata con la quale il Noe intimava di fare al più presto piazza pulita. E per bruciare i tempi burocratici di un’operazione così impegnativa da configurarsi quasi come una bonifica, dopo un interessamento anche della polizia municipale, quattro giorni dopo due funzionari della sezione Ambiente di Palazzo del Popolo hanno compiuto un sopralluogo sul posto, relazionato all’Erap, che poi ha incaricato i tecnici della “Spazio Verde 2003”, specializzati appunto nello smantellamento di discariche abusive. I quali, poi, hanno provveduto ad inviare tramite furgoni in un loro deposito i rifiuti e ad organizzarne il corretto smaltimento. Ma non finisce qui. In attesa di un dettagliato resoconto dell’Erap, il Comune ha prescritto al medesimo ente altri interventi: la chiusura ermetica del cortile con la sostituzione della cancellata con una di tipo più alto (cortile al quale chiunque può facilmente accedere visto che è aperto); un sopralluogo, con altrettanta chiusura sicura e manutenzione, dell’alloggio al piano terra vuoto; la predisposizione almeno di un lucchetto per serrare le ante del piccolo vano del sottoscala esterno, dove si trovavano due delle bombole di gas; il completamento, se occorre, della pulizia e disinfestazione e della rimozione (se questi interventi non sono stati ancora ultimati) delle erbacce infestanti proliferate in tutto il sito disastrato. Un sito frequentato da topi e bisce, che più di una volta – come avevano raccontato l’albanese Arian Redi, inquilino nell’appartamento al primo piano con la moglie e i due figli (uno di 13 e uno di 3 anni) e gli amici di una signora, probabilmente magrebina, che vive con la figlia nell’appartamento al piano superiore – erano stati avvistati nei paraggi e perfino lungo i gradini della rampa che porta ai terrazzini e ai portoni degli alloggi in alto.

Molto tempo fa, Redi, di cittadinanza italiana, era andato personalmente agli uffici Erap e poi aveva scritto una email, corredata da foto, agli stessi uffici, per denunciare “la discarica e la grave situazione di pericolo, legata anche alla mancanza di igiene, per lui, i figli e i coinquilini”, ma non aveva ottenuto alcun intervento. Si era mobilitato inutilmente anche l’amministratore del vicino residence “Vanvitelli”, che aveva scritto perfino al prefetto e alla questura, raccontando anche di schiamazzi e urla provenienti dal piano terra, oltre che delle montagne di rifiuti. La storia di questo piano terra con cortile e magazzino in degrado s’inserisce in un’altra dolorosa storia, di degrado sociale, se così si può definire. Nell’appartamento vuoto accanto, ci ha vissuto dal 2012-2013 un cittadino straniero (kosovaro o montenegrino) con alcuni dei suoi figli. Un nucleo familiare “border line”, ben noto ai Servizi sociali del Comune, all’Erap e perfino al Tribunale dei minorenni. Tanto che la moglie si era separata dall’uomo (lì non ci ha mai abitato), ed era stata sistemata con una figlia, in un alloggio popolare in un’altra zona della città. Più o meno sei mesi fa, il trasferimento, sempre in un altro appartamento di residenza pubblica, dello straniero e della sua prole. Il Comune chiederà anche ad Anconambiente di farsi viva, perché un po’ tutto il medievale e ancora suggestivo vicolo della Serpe, che si arrampica fino a piazza San Francesco, compreso il tratto iniziale dell’ormai ex discarica pirata, è ridotto in uno stato penoso.

Vicolo della Serpe prima

Mega discarica a cielo aperto all’inizio di vicolo della Serpe

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