facebook rss

Fermano il figlio in moto,
il padre si scaglia contro i poliziotti:
due persone in manette

JESI - Il controllo di una moto di grossa cilindrata segnalata sfrecciare in via Gallodoro è degenerato in una colluttazione. Gli agenti del commissariato hanno arrestato padre e figlio per resistenza a pubblico ufficiale. Oggi l'udienza di convalida, tutti e due sono tornati liberi
Print Friendly, PDF & Email

Foto d’archivio

 

di Talita Frezzi

Una moto di grossa cilindrata sfreccia lungo via Gallodoro, a Jesi, nel cuore della notte, tanto che i residenti temendo che si trattasse di corse o di vandali, lanciano l’allarme al 113. Sono le 23,45 di sabato e un normale controllo stradale degenera in un acceso diverbio con tanto di colluttazione, in cui sono scattate le manette per padre e figlio.
Quando la volante del commissariato interviene sul posto, riesce a rintracciare la moto con in sella un ragazzo di 19 anni di Jesi, di professione operaio edile, che viaggiava con un passeggero. I poliziotti fermano la moto, chiedono i documenti e la patente, ma il ragazzo alla guida si oppone bruscamente, aggredendo gli agenti con minacce e offese. Intanto arriva il padre del giovane centauro – uno jesino di 40 anni, anche lui operaio edile, già noto per reati contro il patrimonio – che interviene per sapere cosa sta succedendo. E’ alterato. Volano minacce di morte agli agenti, poi spintoni. Una vera colluttazione, tanto che i poliziotti finiscono in pronto soccorso per farsi medicare. Per loro una prognosi di cinque giorni. Per riuscire ad ammanettare padre e figlio interviene a dare una mano agli agenti un militare dell’Esercito di passaggio. Padre e figlio vengono portati al commissariato di Jesi, identificati e arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. Oltre a questo per entrambi c’è stata la denuncia per rifiuto di fornire le generalità, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, minacce. Sul posto è intervenuta anche la Polstrada di Jesi, che ha accertato come il 19enne non avesse la necessaria patente per guidare una moto di quella cilindrata, ma solo la patente di guida B per l’auto, che gli è stata ritirata. Anche i due arrestati si sono fatti medicare in pronto soccorso e sono stati dimessi con una prognosi di cinque giorni. Hanno atteso agli arresti domiciliari l’udienza di convalida e il processo per direttissima.

Stamattina al Tribunale di Ancona hanno respinto tutte le accuse dei poliziotti, sostenendo – tramite il loro avvocato Laura Versace – di essere vittime di un controllo brutale e aggressivo da parte dei poliziotti. In particolare il padre avrebbe detto davanti al giudice di aver perso la testa quando ha visto che uno degli operanti aveva afferrato il figlio per il collo per avere i documenti. Il giudice ha convalidato gli arresti e, accogliendo le richieste dell’avvocato difensore, ha disposto l’immediata liberazione dei due imputati ritenendo che la dinamica dei fatti sia da accertare.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X