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Tre anni dal sisma, Arrigoni attacca:
«Ceriscioli mente pure di fronte ai morti»

24 AGOSTO - Il senatore, responsabile della Lega Marche, dopo le parole del presidente della Regione in occasione della visita all'area sae di Pescara del Tronto: «Vergognosa inadeguatezza sua e dei suoi collaboratori che le regole che oggi criticano le hanno scritte in prima persona»
lunedì 26 Agosto 2019 - Ore 16:44
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Tullio Patassini, Paolo Arrigoni e Matteo Salvini a Camerino

 

«A Ceriscioli non serve il governo per lamentarsi della ricostruzione: basta che si guardi allo specchio e rammenti che le colpe della gestione disastrosa delle Sae, delle macerie e dell’Usr regionale sono tutte sue e del suo Pd». Così il senatore Paolo Arrigoni, responsabile Lega Marche, commenta l’uscita con cui il presidente della Regione, in occasione del terzo anniversario dalla scossa del 24 agosto 2016, lamenta, con la crisi di governo, di non avere un interlocutore a cui indirizzare le lamentele sulla gestione del post terremoto.

Ceriscioli ad Arquata del Tronto

«Ceriscioli mente pure davanti ai morti di Arquata del Tronto. Senza vergogna li tira in ballo per ribadire il suo impegno costante per la ricostruzione. E quale sarebbe? Quello di aver lasciato per strada ancora 100mila tonnellate di macerie da rimuovere solo ad Arquata? O i mesi e mesi che servono all’Usr per decretare una pratica? – continua Arrigoni – È indecoroso per l’istituzione che rappresenta che ci rifili la solita menata del governo cattivo che è stato sordo al grido di dolore dei territori. Ormai lo sanno tutti che quel grido è frutto proprio della vergognosa inadeguatezza sua e dei suoi massimi collaboratori che tempo e modo per fare del proprio meglio l’hanno avuto e che le regole che oggi criticano le hanno scritte in prima persona con i loro governi Pd». Arrigoni stigmatizza anche come «tra discorsi e contrizione di circostanza, Ceriscioli trovi il modo di sfruttare la situazione per un endorsement alla nascente “joint venture” tra Pd e Movimento 5 Stelle per le prossime regionali», si legge nella nota firmata dal senatore. «Caro presidente Ceriscioli, abbiate il coraggio di dire la verità: non è il governo, ma la poltrona che sentite sempre meno salda sotto i colpi dei cittadini stanchi della vostra spocchiosa inettitudine – conclude Arrigoni – Siete talmente nel panico da volerla puntellare ad ogni livello turandovi il naso in un’alleanza contro natura con quel M5s su cui, a proposito di terremoto, state cercando di scaricare ogni vostra responsabilità».

 

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