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Ucciso dalla cima di una nave:
«Era logorata, non si doveva usare»

ANCONA - Le risultanze della perizia svolta sulla fune che lo scorso 10 giugno ha provocato la morte del 33enne Luca Rizzeri. Stando al perito, quel cavo non doveva essere utilizzato per far attraccare la Bf Philipp alla banchina 23 del porto
lunedì 7 Ottobre 2019 - Ore 20:11
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Luca Rizzeri

 

di Federica Serfilippi

Una cima usurata dal tempo che non poteva essere impiegata per le operazioni di attracco della nave Bf Philipp alla banchina 23 del porto di Ancona. E’ quanto emergerebbe dalla perizia che la procura ha ordinato all’ingegner Pasquale Frascione per analizzare il cavo in nylon che all’alba dello scorso 10 giugno ha colpito il 33enne Luca Rizzeri, agente marittimo della Archibugi. L’uomo, sposato e padre di due figli, era stato raggiunto alla schiena da una parte della cima durante le fasi di attracco della porta container Bf Philipp, nave battente bandiera portoghese. E’ morto sul colpo. Gli accertamenti eseguiti dal perito su ordine del pm Rosario Lioiello dovevano concentrarsi sullo stato della fune, la sua manutenzione e l’eventuale usura. Per analizzare il cavo, di proprietà della nave, sono state eseguite delle prove di resistenza a Castellammare di Stabia. Stando all’analisi peritale, la cima che si è rotta in banchina e che ha colpito la schiena di Luca era logorata: sarebbe stato un pericolo utilizzarla per un’operazione delicata e complessa come quella dell’attracco al porto. A causa dell’usura e della tensione legata all’ormeggio, il cavo si sarebbe spezzato, andando fatalmente a colpire il 33enne. Gli accertamenti sono stati effettuati nell’ambito dell’inchiesta dove finora risulta esserci un solo indagato: il comandante della porta container, un cittadino russo residente in Ucraina. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Al vaglio degli inquirenti ci sono anche le immagini delle telecamere posizionate nell’area dove è avvenuta la tragedia. Avrebbero ripreso attimo dopo attimo quanto accaduto a Luca, originario della provincia di Pavia ma da tempo residente nel capoluogo dorico. Da quanto emerso, il 33enne si stava allontanando dalla banchina quando è stato colpito dalla fune. In particolare che potrebbe far ipotizzare come le manovre di attracco fossero concluse. Anche le operazioni che hanno portato la Bf Philipp in banchina dovranno essere ricostruite dalla procura.

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