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La sindaca Mancinelli deroga Salvini
«Ad Ancona i richiedenti asilo
possono iscriversi all’Anagrafe»

LA DECISIONE è stata avallata dopo la sentenza del tribunale dorico che lo scorso luglio aveva accolto il ricorso di un migrante a cui era stata negata la registrazione in base al Decreto Sicurezza. Sulla costituzionalità della norma varata dal Conte 1 è attesa la pronuncia della Consulta per il 10 marzo. I rappresentanti dell'Ambasciata dei diritti: «È una gran bella notizia, che abbiamo festeggiato e che arriva dopo mesi di impegno in prima linea. Ora finalmente il diritto alla residenza è tornato nella nostra città»
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La conferenza stampa con Giuliodori e Burattini

 

di Marco Benedettelli

Ora anche ad Ancona i richiedenti asilo potranno iscriversi all’Anagrafe comunale, anche se in via provvisoria. La direttiva a firma del sindaco Valeria Mancinelli, è stata appena trasmessa ai funzionari. «È una gran bella notizia, che abbiamo festeggiato e che arriva dopo mesi di impegno in prima linea – spiegano in conferenza stampa Valentina Giuliodori e Danilo Burattini, rappresentanti dell’Ambasciata dei Diritti –  Ora finalmente il diritto alla residenza è tornato nella nostra città, in deroga al Decreto sicurezza che viola palesemente alcuni basilari principi umani.  Ma questa decisione da parte del Comune poteva, e doveva, arrivare almeno cinque mesi fa. In questo periodo si è giocato sulla libertà e la dignità delle persone». Una notizia accolta con sollievo soprattutto dalla comunità dei richiedenti asilo. Yoro Coulibialy, giovane maliano incluso ad Ancona grazie a un progetto di accoglienza della cooperativa Polo9, spiega quanto sia dura la vita di chi, straniero arrivato in Italia in condizioni di emergenza, non può nemmeno contare sula residenza: «Non si riesce ad avere la patente, non si riesce ad avere lavoro, le agenzie interinali ci chiedono la residenza. Ora speriamo le cose miglioreranno». Lo stesso sindaco Mancinelli evidenzia, nella direttiva appena emessa, che l’iscrizione anagrafica rappresenta un «presupposto necessario per beneficiare di alcuni diritti e servizi fondamentali, come ad esempio il servizio sanitario». A muovere l’Amministrazione, una sentenza del Tribunale di Ancona emessa lo scorso fine luglio.

Il sindaco Mancinelli

In quell’occasione, a fronte di un ricorso presentato da un richiedente asilo maliano che si era vista respinta la sua domanda di iscrizione al registro anagrafico comunale, la giudice Martina Marinangeli non solo aveva dato ragione al richiedente asilo, obbligando il Comune a rilasciare il documento di residenza, ma aveva anche sollevato – prima volta in Italia – un dubbio sulla costituzionalità del Decreto Sicurezza. Il magistrato ha così interpellato la Corte costituzionale per un parere in relazione all’articolo 13 del Decreto, dove il testo nega ai richiedenti asilo il diritto di poter chiedere la residenza nei comuni di domicilio. La sentenza  della Consulta è attesa per il 10 marzo, data in cui si capirà se quel punto è costituzionale  oppure la legge dovrà essere smontata in tutta Italia. Intanto, il Comune ha deciso di accettare dai detentori di permesso di soggiorno per motivi umanitari tutte le richieste di iscrizioni all’anagrafe comunale. Anche con l’obiettivo, scrive il Sindaco, di evitare all’ente «l’esposizione ai costi che potrebbero derivare dai ricorsi».

Paolo Cognini

La scorsa estate, ad assistere il giovane richiedente è stato l’avvocato Paolo Cognini, dell’Agis, Associazione degli studi giuridici sull’immigrazione, dopo che  lo stesso richiedente dinnanzi al primo rifiuto si era rivolto ai rappresentanti dell’associazione Ambasciata dei diritti. Ora i membri dell’associazione spiegano: «In questi mesi il lavoro svolto dalla nostra associazione è stato intenso. Da una parte abbiamo formato tantissimi richiedenti asilo sui propri diritti. Dall’altra abbiamo spedito lettere e comunicazioni alle istituzioni e abbiamo organizzato anche manifestazioni, pur di farci sentire. L’amministrazione pubblica da luglio ha continuato a rifiutare la residenza ai richiedenti, in tantissimi casi, una ottantina solo quelli seguiti da noi, e non ha smesso di applicare alla lettera il Decreto Salvini, nonostante la sentenza del Tribunale di Ancona e il richiamo al vaglio della Consulta.  Ora chiediamo che l’Anagrafe stili una lista chiara e precisa dei documenti da presentare, per non ingenerare confusione fra chi fa domanda». Almeno fino al giorno del parere sulla costituzionalità del Decreto Sicurezza che emetterà la Consulta, anche Ancona, come Parma, Cremona, Jesi nelle Marche e altre città, torna a concedere il diritto alla residenza per tutti i suoi domiciliati.

Il tribunale di Ancona: «I richiedenti asilo possono iscriversi all’anagrafe del Comune»

 

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